Olbia, cento bambini in cerca d’amore: appello per l’affido alle famiglie
L’assessora Simonetta Lai: «Pochi finora coloro che hanno dato la disponibilità. Tutti possono farsi avanti per donare un po’ di affetto: ce n’è un grande bisogno»
Olbia È un “invito all’amore”. Un invito ad abbracciare bambini che sono stati temporaneamente allontanati dalle loro famiglie e che hanno bisogno di affetto, calore, sorrisi. A Olbia ce ne sono almeno un centinaio. Ma si devono poi aggiungere anche quelli che in questo momento si trovano nelle varie comunità di accoglienza. Ecco, tutti questi bambini (non solo piccolissimi, ma anche adolescenti) hanno un disperato bisogno di una famiglia che li accolga. È per questo che l’assessora ai Servizi Sociali Simonetta Lai si sta da tempo mobilitando senza un attimo di sosta per trovare affidatari. «Da due anni siamo alla ricerca di famiglie che possano spalancare il loro cuore e la loro porta di casa. Ma abbiamo avuto tante difficoltà per trovarle. Così, dallo scorso ottobre, abbiamo cominciato a inviare delle lettere alle famiglie attraverso le scuole. In modo che gli alunni, di tutte le età, possano poi portarle a casa e consegnarle ai genitori».
E in quelle righe c’è un importante appello: sono tanti i bambini e i ragazzi momentaneamente privi di un ambiente affettivo ed educativo adeguato «e noi vogliamo fare in modo che possano trovarlo all’interno di altre famiglie per il tempo necessario. A questo proposito - precisa l’assessora Lai -, c’è da dire che ci sono affidi e affidi. Ci sono casi in cui un bambino o un ragazzino può essere accolto da una famiglia per un giorno alla settimana, oppure nel week end. E poi c’è l’affido a tempo pieno, che può variare da pochi mesi a un massimo di due anni. In questo momento, a Olbia, ci sono 22 famiglie affidatarie. Davvero poche, per quelle che sono le reali necessità. Ma ci sono stati anche casi di bambini che, dopo un lungo periodo, sono diventati adottabili. Però, e questo è importante dirlo, l’affidamento familiare non riguarda soltanto bimbi piccoli. I quali, spesso, vengono accolti temporaneamente da nonni, zii o altri parenti. Abbiamo anche molti dodicenni o quattordicenni che cercano una famiglia affidataria: tutti hanno bisogno di affetto senza giudizio e senza pregiudizio. Tutti hanno bisogno di amore. La situazione complessiva è preoccupante - continua l’assessora Lai - e la strada delle scuole (di ogni ordine e grado) ci sembra la più efficace per poter riuscire a entrare in tutte le case. Anche perché oltre al centinaio di bambini e ragazzini che stanno aspettando di poter essere abbracciati e accolti, vorremmo riuscire a trovare una casa e una famiglia anche per coloro che sono nelle comunità. Realtà importanti e indispensabili che possono contare su personale qualificato, ma vivere in una vera famiglia è un’altra cosa».
Oltre alla lettera che gli alunni delle varie scuole continueranno a ricevere, c’è una brochure allegata. E qui si legge che “non sono previsti requisiti particolari per intraprendere un’esperienza di affido, pertanto tutti possono offrire la propria disponibilità. Gli affidatari possono essere una coppia con o senza figli, sposati o conviventi ma anche persone singole. E non ci sono neanche vincoli di età rispetto al bambino affidato”.
Bisogna avere uno spazio in casa per accogliere un’altra persona. E soprattutto bisogna donare al bambino, per un tratto di strada, tanto affetto e amore.
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