Olbia scalo passeggeri primo in Italia: le tasse portuali sono una miniera d’oro
L’Autorità di sistema ha incassato oltre quattro milioni di euro in più rispetto al 2020. Lo scalo di Olbia, primo in Italia per numero di passeggeri, fornisce importanti introiti
Olbia I porti della Sardegna, in particolare quello di Olbia – primo porto passeggeri d’Italia nel 2022 con oltre tre milioni di passeggeri – sono una miniera d’oro per l’Autorità di sistema portuale. La relazione di bilancio del 2022 fa emergere i grandi incassi di tasse portuali e per diritti di ancoraggio da parte dell’Authority sarda: le tasse portuali, infatti, sono cresciute da 16 milioni 323mila euro del 2020 ai 18 milioni 276mila dell’anno scorso, quasi 2 milioni di euro in aumento nel biennio. Segue la stessa tendenza di crescita anche la voce riferita alle tasse di ancoraggio, che vede un incremento dai 5 milioni 568mila euro del 2020 ai circa 8 milioni del 2022.
Oltre la pandemia Un incremento che sembrerebbe andare in contraddizione con il periodo di piena pandemia ma che, invece, resta coerente, come sottolinea l’AdSp del Mare di Sardegna, “con l’aumento delle entrate relative alle tasse portuali e di ancoraggio, proporzionale a un incremento dei volumi di traffico nei nostri scali”. In particolare, quelle di ancoraggio, seguono il numero delle navi in arrivo e partenza nei porti che, come è evidente dai numeri, nonostante la pandemia, non ha subito una particolare flessione. Il trasporto marittimo, a differenza di altri settori, ha infatti proseguito incessantemente la propria attività, in particolare quella relativa al trasporto merci su gommato e sulle rinfuse. «Bisogna anche tener conto, in questo incremento, dell’ingresso, nel mese di settembre 2021, del porto di Arbatax, che ha contribuito alla crescita dei volumi di traffico e delle entrate di bilancio» spiega una nota dell’Autorità di sistema sardo.
Il traffico A supportare questa manna per le casse dell’ente ci sono ancora una volta i numeri: nel rapporto 2021-2022 sulle voci di traffico oggetto di tassazione, si segnalano il + 22% dei passeggeri dei traghetti; il + 249% dei croceristi in transito; una leggera flessione solo dei mezzi pesanti, con il – 0,6% e il +18,2% dei veicoli privati al seguito. Nei primi mesi del 2023, poi, l’aumento dei passeggeri già si assesta con un ulteriore +12% rispetto all’anno record 2022. Quanto ai diritti di porto, che sono riferiti al trasportato del cabotaggio (passeggeri, veicoli al seguito, mezzi pesanti, auto in polizza, contenitori su rolltrainer), è evidente che le entrate seguono la forte tendenza di ripresa che, specialmente nel 2022, è più consistente, con numeri che, per alcuni scali, hanno superato i risultati del 2019. Incide sulle entrate 2022 anche la nuova ordinanza entrata in vigore nel mese di marzo che, dopo approfonditi studi e valutazioni sul settore e senza alcuna variazione sulle tariffe esistenti, ha armonizzato le ordinanze precedenti riferite ai singoli porti e introdotto la tassazione su alcune tipologie di traffico, come, ad esempio, le auto in polizza, i contenitori su rolltrainer, con un importante traffico introdotto, nel caso di Olbia, da Grendi. Contribuisce alla crescita anche il settore delle crociere che, dal 2021, ha ripreso gradualmente la crescita per avvicinarsi al riallineamento al periodo pre-Covid nel 2022.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
