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Olbia

All'imbarco per Milano

Olbia, in aeroporto nasconde un coltello nella cintura: «Cosa c’è di male? Lo fanno tutti»

Olbia, in aeroporto nasconde un coltello nella cintura: «Cosa c’è di male? Lo fanno tutti»

Ventenne bloccato e denunciato dalla polizia di frontiera

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Olbia Il primo volo per Milano di lunedì mattina non è riuscito a prenderlo. Perché è stato bloccato e denunciato. Avrebbe voluto imbarcarsi, infatti, con un coltello nascosto nella fibbia della cintura. Una lama a scomparsa, perfettamente integrata nella cinghia, che si può estrarre con estrema facilità. Un accessorio “multifunzionale”, insomma, che un ventenne gallurese indossava sui jeans. Quando si è presentato davanti al metal detector, per sottoporsi ai controlli radiogeni, si è sfilato la cintura e l’ha messa nel contenitore che poi scorre sul rullo. Ed è stato a quel punto che gli addetti alla sicurezza hanno prima fermato il ragazzo e poi chiesto l’immediato intervento della polizia di frontiera aeromarittima guidata da Christian Puddu.

Da qui la denuncia per porto di oggetto atto ad offendere. Ma come si sarebbe giustificato il giovane? Tutti sanno che non si possono portare coltelli o altri oggetti pericolosi a bordo di un aereo ma lui, come se niente fosse, ha risposto così. «Cosa c’è di male? Ho comprato questa cintura come fanno tutti. Sì, perché i ragazzi la acquistano e la indossano abitualmente». Se credeva, dopo queste dichiarazioni, di passarla liscia, ha proprio sbagliato. Ovviamente il coltello (con lama di 8 centimetri) è stato sequestrato. Il giovane era ormai nei guai e non ha potuto dire più niente. Ha poi aspettato qualche ora e si è imbarcato su un volo successivo per il capoluogo lombardo.

Non è la prima volta che la polizia di frontiera, soprattutto durante l’estate, scopre passeggeri che si presentano ai controlli con armi di diverso tipo.

Lo scorso anno era stato fermato un sessantenne di Bergamo: nel suo bagaglio a mano aveva messo anche una pistola. Anche se regolarmente detenuta, era carica. Aveva addirittura fatto finta di cadere dalle nuvole quando gli erano state chieste spiegazioni. «Pensavo di poterla imbarcare», aveva dichiarato.

Alla fine dell’estate scorsa aveva poi fatto parlare di sè uno sceriffo californiano che, nella bella stagione, fa anche il co-pilota di aerei privati.

Un uomo della legge che evidentemente non conosceva regole e norme in materia di sicurezza, visto che ai controlli di sicurezza si era presentato con un caricatore pieno di munizioni nella tasca dei pantaloni. Non cartucce normali, ma proiettili calibro 40 perforanti. La polizia di frontiera lo aveva denunciato per porto abusivo di munizioni. (s.p.)

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