Kiss a Curraggia, defilè degli studenti e grandi balli: la storia dell’ex discoteca sequestrata
Dalla costruzione nel 1969 all’abbandono e al degrado
Tempio Nonostante i tanti nomi avuti, prima e dopo, la struttura che svetta sulla collina di Curraggia, ben visibile dalla statale 127 già dal confine tra l’Anglona e la Gallura è per tutti ancora oggi l’ex Kiss. Edificato tra il 1969 e il 1971 come Albergo delle fonti di Rinaggiu, sette piani, in cima un belvedere e una piscina, si è poi trasformato in discoteca alla fine degli anni Settanta proprio col nome di Kiss, diventando uno dei punti di riferimento della vita notturna gallurese per tutti gli anni Ottanta e parte dei Novanta.
La storia Le gestioni si sono succedute e così anche i nomi: nella febbre del nuovo millennio, tra il 1998 e il 2003 si chiamò proprio Millennium, per poi cambiare nome in Karawentu per qualche anno. Alcuni anni di chiusura poi un parziale recupero e una ristrutturazione, almeno del piano terra. QUindi nuova apertura e nuova gestione tra il 2009 e il 2010 come Up’n’Down. Per tutti gli anni Novanta e nei pochi anni di apertura dei Duemila fu uno dei teatri principali per i defilé, le sfilate organizzate dalle scuole superiori cittadine, prima vere e proprie sfilate di moda, poi piano piano trasformatesi in sfilate satiriche. Infine, la chiusura definitiva e l’abbandono
Il degrado Se all’inizio una discoteca abbandonata esercitava un certo fascino, catalizzando l’attenzione dei ragazzini che nei primi anni Duemila potevano solo sentirne parlare dai più grandi, era diventato meta di esplorazioni dei turisti dell’abbandono, venendo inserito in gran parte di blog dedicati. La sua posizione sulla collina, circondato da stradine e dall’ampio parcheggio sterrato ne fecero terreno di prova per moto e motorini. Ma assieme a una frequentazione curiosa e innocente iniziò anche il degrado: la struttura venne progressivamente vandalizzata e depredata, spogliata abusivamente di buona parte degli arredi, il terreno intorno è diventato una discarica a cielo aperto.
Da qualche anno l’ingresso era stato transennato, poi nel marzo scorso le transenne sono scomparse. Una chiusura che certo non serviva a allontanare scaricatori abusivi che hanno continuato a servirsi degli altri accessi parzialmente nascosti dalla vegetazione.
I sigilli Ora l’ultimo episodio: il sequestro da parte dei carabinieri del nucleo operativo ecologico di Sassari, motivato dalla pericolosità strutturale ed ecologica dell’area. Il blitz dei militari (è intervenuta anche una squadra del nucleoradiomobile della compagnia di Tempio) risale a venerdì mattina, su ordine della Procura di Tempio. Il complesso, proprio perché costituisce un pericolo, è stato sottoposto a sequestro preventivo. Il fabbricato a rischio crollo e tutta l’area intorno ha un’estensione complessiva di circa 2000 metri quadri. In questi ultimi anni di completo abbandono spesso sono anche caduti pezzi di cornicioni. Ecco perché la Procura della Repubblica ha deciso di intervenire.
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