Olbia, due voli cancellati da easyJet: restano a terra 318 passeggeri
Proteste al Costa Smeralda e a Malpensa. Si dorme in aeroporto
Olbia Tutto in una sera. Quella dell’altro ieri. Centotrentotto passeggeri diretti a Milano Malpensa con un volo easyJet bloccati a terra a Olbia per l’annullamento del volo e altri 180 che avrebbero raggiungere il Costa Smeralda dallo scalo lombardo con la stessa compagnia fatti scendere dall’aereo prima del decollo «perché l’equipaggio aveva finito le ore di lavoro». All’aeroporto di Olbia le prime proteste, dai toni ancora moderati, si sono sentite quando è arrivato il primo annuncio di un ritardo della partenza fissata per le 18. Poi gli avvisi si sono susseguiti, mentre il clima si scaldava sempre di più, sino a quando a mezzanotte i passeggeri si sono sentiti dire che il loro aereo non sarebbe più decollato. Collegamento cancellato per “problemi tecnici”.
Le lamentele sono diventate incontenibili e più di un passeggero è scattato nei confronti dei dipendenti della Geasar che, ovviamente, non avevano nessuna colpa. Sono stati proprio loro, anzi, a cercare di spiegare con pazienza la situazione, ma non è stato possibile fermare l’ondata di proteste. È stato quindi richiesto l’intervento degli agenti della polizia di frontiera, guidati da Christan Puddu, che hanno dovuto faticare per evitare che la situazione degenerasse. E non si esclude che chi ha perso il controllo scagliandosi contro il personale di terra possa essere anche denunciato. La compagnia low cost si è fatta avanti dicendo che avrebbe sistemato i passeggeri in albergo, ma la maggior parte delle persone ha dovuto cercare un angolo nell’aerostazione per la notte. Qualcuno ha dormito sulle sedie, altri sul pavimento utilizzando i bagagli a mano come cuscini. Alcuni sono stati riprotetti sui pochi posti disponibili per Malpensa nella giornata di ieri, altri sono stati costretti a scegliere destinazioni diverse, altri ancora (forse) partiranno oggi.
E mentre tutto questo accadeva al Costa Smeralda, a Milano Malpensa c’erano altri 180 passeggeri che vivevano lo stesso incubo. E in questo caso a raccontarlo è Giuseppe Romeo Tecci, uno specialista di urologia e andrologia che aveva un biglietto per il volo di easyJet diretto a Olbia.
«Innazitutto, per una famiglia di tre persone, ho speso 1.103,88 euro tra andata e ritorno. Ed ecco cosa è accaduto. Il volo era schedulato per le 19,55. Poi sono arrivati vari avvisi di ritardo, con partenza prevista alle 22,30. Ci siamo imbarcati alle 22,15 e l’ultima signora salita a bordo è stata una anziana con gravi difficoltà motorie, aiutata a camminare a piccoli passi da due assistenti verso la poltrona assegnata: al centro dell’aereo, neanche ai primi posti. Alle 22,45 il comandante ci comunica i motivi del ritardo, causa maltempo, e aggiunge che l’equipaggio ci avrebbe portati in sicurezza a destinazione. Alle 23 sempre il comandante ci fa sapere che stavano per imbarcare i nostri bagagli. Ma dopo mezzora e arrivata la notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: “il personale ha esaurito le ore di lavoro e il volo viene cancellato”. Non solo. Per i 180 passeggeri non ci sarà ricollocazione su un altro volo per il giorno dopo. E quindi? Il primo aereo disponibile da Milano Malpensa per Olbia è per il 2 luglio (oggi) con scalo ad Amsterdam. Otto ore complessive, se tutto fila liscio. Allora dico: i medici italiani (io lo sono), per fare un esempio, devono sopportare turni massacranti e interminabili per far funzionare la martoriata sanità, invece loro pur facendo un servizio pubblico interrompono il lavoro allo scadere del turno».
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