«I pazienti verso gli interventi a Olbia senza aver mai visto i dottori»
La segnalazione dal reparto di Ortopedia dell’ospedale
Olbia Stando al racconto di un paziente, attraverso la moglie che ogni giorno va a fargli visita, nel reparto di ortopedia e traumatologia dell’ospedale Giovanni Paolo II i medici sono un miraggio. Nel senso che durante un intero ricovero capita di attendere l’operazione per rimettere in sesto le ossa rotte senza passare da un controllo dei dottori e senza neanche sapere chi ci si ritroverà sotto i ferri a piantare bisturi, forbici e tutto l’armamentario.
Il racconto «Mio marito è stato ricoverato nella notte tra venerdì e sabato, attorno alle 4 – la segnalazione arriva dalla signora Grazia Salis –. Dal Pronto soccorso è stato portato direttamente in reparto». Lì, ingessato, attende ancora di essere operato alla caviglia per una frattura multipla. La prima chiamata è arrivata ieri ma altre emergenze – di mezzo un parto cesareo – hanno avuto la priorità. Oggi dovrebbe essere il giorno decisivo. «E in reparto c’è chi sta aspettando da un mese». Ma la curiosità del caso non è tanto dovuta alla tempistica, che in qualche modo è da dirsi fisiologica visto il grande volume di flussi nei reparti in periodo estivo. Quanto per il fatto che «né mio marito né gli altri conoscono la faccia dei medici». In che senso? «Non hanno mai visto un dottore in reparto, qualcuno che potesse visitare, passare per dei controlli, valutare le analisi». Gli unici ad animare i corridoi e le stanze, oltre ai pazienti allettati, sono gli infermieri. «Che, com’è giusto che sia, si limitano a occuparsi delle mansioni di base». Due giorni fa, l’apparizione. Non un ortopedico, però. «Un’anestesista – spiega la signora Grazia –, è stata lei a informare mio marito e il compagno di stanza che sarebbero stati operati». Certo, il tema dell’attesa non è secondario, portarsi dietro una frattura per giorni non è il massimo. «Ma la cosa che stupisce è essere ricoverato, passare delle giornate in reparto, e non vedere in alcun modo nessun medico».
La replica ufficiale O meglio, giusto per sbaglio: è quello che è successo ieri pomeriggio alla cittadina, «dopo aver saputo che l’operazione era rimandata, in ospedale ho incrociato per puro caso il primario di ortopedia e mi ha informata che l’intervento sarebbe slittato fino a domani mattina (oggi, ndr), ma non credo sia normale saperlo così». A tal proposito, chiamata in causa l’Asl Gallura precisa che il paziente in questione «è stato sottoposto a regolare visita medica prima di essere ricoverato. La frattura è stata stabilizzata tramite ingessatura ed è monitorato in ospedale dal personale sanitario. I tempi di attesa per l’operazione sono in linea con il periodo estivo, durante il quale si registra un forte afflusso nelle strutture sanitarie sarde».
Ancora Covid Altra lamentela: «l’orario per le visite è ridotto in maniera esagerata: giusto mezz’ora, dalle 13.30 alle 14 – così Grazia Salis – ma in questo modo, c’è giusto il tempo di aiutare mio marito a lavarsi e cambiarsi ed ecco che devo già uscire». In merito a ciò, l’Asl Gallura spiega: «Per quanto riguarda i limiti agli orari d’ingresso da parte dei parenti, sono previsti da direttive regionali emanate nel periodo Covid».
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