La palestra dono dello sceicco a San Pantaleo mai aperta. Carbini: «Il sindaco spieghi perché»
La tensostruttura da 200mila euro sorge su un terreno privato mai ceduto al Comune. Interpellanza del gruppo Liberi e Insieme
Olbia Sarà il sindaco a svelare i misteri della palestra dello sceicco ripudiata. Il dono a San Pantaleo di Mansour Bin Zayd Al Nahyan, un patrimonio da 38miliardi di cui fa parte anche il Manchester city, non è stata mai aperta. La tensostruttura realizzata con un assegno da 200mila euro del Fondo di sviluppo Abu Dhabi è stata ultimata nel 2019 ma mai utilizzata. Il gruppo consiliare “Liberi e Insieme”, primo firmatario Eugenio Carbini, chiede a Settimo Nizzi di spiegare in aula i motivi che impediscono alla frazione di beneficiare della struttura polivalente donata dallo sceicco Mansour e fortemente voluta da Renato Azara, l’imprenditore della nautica scomparso nel 2021.
Chi è il proprietario I consiglieri comunali puntano a fare chiarezza sulle cause che tengono sigillate dopo così tanti anni le porte della palestra. Uno dei problemi potrebbe essere legato alla mancanza di servizi igienici, rimasti fuori dal budget di 200mila euro donato dallo sceicco. Se quello fosse l’ostacolo, il piano b sarebbe dietro l’angolo: l’utilizzo temporaneo dei bagni del vicino campo sportivo. Ma il vero nodo sarebbe un altro. Non si sa bene chi sia il proprietario della tensostruttura. Il terreno su cui sorge appartiene al gruppo Bonifaci, cioè di un privato. Dal punto di vista urbanistico quella è una zona C. Doveva essere ceduta al Comune per diventare area verde, con lo spostamento dei metri cubi presenti in quel lotto altrove, ma questo passaggio non è stato mai concretizzato. Nel frattempo la società di Bonifaci è fallita. Il sindaco Settimo Nizzi dovrà chiarire in particolare questo punto e spiegare cosa intende fare per impedire che la palestra resti un’opera inutilizzata e venga interpretata come un atto di scortesia dagli Emirati Arabi.
L’interpellanza «E’ inaccettabile che una struttura polifunzionale come la palestra di San Pantaleo, sia ancora oggi chiusa e inutilizzabile – commenta Eugenio Carbini, primo firmatario dell’interpellanza al sindaco –, nonostante la prima pietra sia stata posata nell’aprile 2017, con inaugurazione e fotografie di rito. Ma come oramai troppo spesso accade, apparire è più importante dell’essere, figuriamoci del fare. Tante promesse di realizzazione della palestra, altrettanti proclami di consegna alla comunità di una palestra polifunzionale, con illusioni delle associazioni sportive locali, delle associazioni culturali e in generale degli abitanti tutti. Una ennesima occasione persa per colmare il lacunoso stato delle strutture sportive cittadine, le più importanti delle quali sono ancora chiuse, inutilizzabili oppure squarciate da cantieri che avanzano con inimmaginabile lentezza. È paradossale che non ci si adoperi, affinché questa struttura venga finalmente resa fruibile dalla comunità tutta, a maggior ragione in considerazione del fatto che sia stata donata da Mansur Bin Zayd Al Nahyan. Con un colpo solo non viene rispettato lo spirito di liberalità e di amore espresso dallo sceicco nei confronti della nostra terra, non sono rispettate le esigenze della cittadinanza e del mondo associazionistico. E mi permetto di dire anche la memoria di colui che fu l’ideatore di questa intesa, ovvero Renato Azara».
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