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Olbia

Consiglio comunale

Olbia, tagliate le zone a rischio alluvione ma vietati seminterrati e cantine

di Serena Lullia
<usng-titolo>Olbia, tagliate le zone a rischio alluvione ma vietati seminterrati e cantine</usng-titolo>

Aggiornato il piano di assetto idraulico con le nuove indicazioni regionali

28 settembre 2023
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Olbia Le nuove norme regionali e nazionali rendono meno apocalittico il dopo Cleopatra in città. Con i calcoli aggiornati delle portate dei fiumi vengono ridisegnate le mappe della pericolosità in caso di alluvione. Il nuovo Pai, Piano di assetto idrogeologico, corretto e aggiornato, taglia le zone Hi4, ad elevatissimo pericolo inondazione. Da 7,5 chilometri quadrati a 2,4. Nascono però le zone Hstar, con asterisco. Sono quelle che nel primo Pai, oggi vigente e datato 2015, erano considerate Hi4 ma che nell’aggiornamento Pai 2022 erano già state promosse a non pericolose. Restano però con un “peccato originale” e quindi vigilate. A queste si aggiungono tutti i terreni in area urbana in cui non c’è pericolo per la vita delle persone in caso di alluvione, ma sono comunque soggetti ad allagamenti. Fino a una decina di centimetri di acqua. In tutte queste aree saranno vietati seminterrati e cantine. E le nuove costruzioni dovranno essere realizzate con un gradino, alto quanto il livello massi mo di allagamento che si potrebbe raggiungere.

Calcoli e ricalcoli Simone Venturini, l’ingegnere della Technital incaricata dal Comune di aggiornare il Pai e redigere il Piano delle opere anti-alluvione, spiega come le modifiche tecniche incideranno sulla vita di Olbia. «Abbiamo concluso le integrazioni al Pai inserendo le correzioni arrivate nel corso della lunga istruttoria tecnica con l’Autorità di bacino – spiega –. Il risultato sono le mappe della pericolosità, la distribuzione della pericolosità idraulica su tutto il territorio comunale». Una prima conseguenza la illustra il sindaco Settimo Nizzi.

Cantine e seminterrati stop «Non faremo perdere nemmeno un centimetro cubo ai nostri concittadini – dice il primo cittadino –, ma sia ben chiaro che cantine e interrati non se ne faranno più. Nelle zone H asteriscate si potrà costruire, ma con alcuni accorgimenti. Non imponiamo le paratie davanti a casa, stabiliamo però che, tutte le case avranno necessità di uno studio idraulico e tutti dovranno costruire al di sopra del limite massimo di portata. Importante novità anche per le cantine esistenti. In caso di progetto o di modifica vanno tombate, non si può più avere nemmeno il locale tecnico».

Le perplessità «Oggi come per il Piano Mancini – dice il consigliere di minoranza Rino Piccinnu – non ho motivo per dire che questo piano non funziona, ma passare da 7 chilometri quadrati di aree interdetta a 2, 5 è una enormità. Solo cambiando alcune norme e senza aver fatto nessuna opera di messa in sicurezza ci troviamo con due terzi delle aree che nel 2015 si allagarono che non sono più pericolose». «La narrazione che ci viene fatta oggi è che a Olbia si può costruire, ci sono stati gravi errori nei calcoli in passato e la città ha un rischio molto meno elevato di quello che si pensasse – commenta il consigliere Pd Gianluca Corda –. Tagliamo le zone blu, molte diventano arancione. Ben venga dare risposte ai cittadini e che devono costruire casa o una stanza. Sono però spaventato perché serve ancora tempo per realizzare il piano delle opere».

Caduta di stile Fino all’intervento di Corda il sindaco Nizzi è sereno in aula. Poi l’esplosione contro Corda definito “professorino” (è un dirigente scolastico) e contro l’ex responsabile dell’ente regionale Opere infrastrutture che diventa «signorotto di campagna, frillo e maleducato». Poi le scuse.
 

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