La Nuova Sardegna

Olbia

Giustizia

Gregorio Capasso per altri quattro anni alla guida della Procura di Tempio


	Gregorio Capasso procuratore di Tempio all'uscita dal tribunale 
Gregorio Capasso procuratore di Tempio all'uscita dal tribunale 

Il Consiglio superiore della Magistratura gli ha recentemente confermato l’incarico

12 gennaio 2024
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Tempio Gregorio Capasso guiderà per altri quattro anni la Procura di Tempio Pausania. Così ha deciso il Consiglio superiore della magistratura che ha recentemente confermato l’incarico. Un ufficio giudiziario, quello gallurese, che copre un territorio vasto e complesso, dove girano tanti interessi e tanto denaro. Con una realtà criminale altrettanto complessa.

«Il comparto  edilizia è tra i più attivi in Italia tant’è che gli (ingenti) investimenti immobiliari non sono andati in crisi neppure nel “periodo Covid”, con tutto ciò che ne consegue in riferimento ai reati in materia urbanistica e ambientale (e ai connessi reati contro la pubblica amministrazione) e alle complesse attività investigative in tema di riciclaggio di capitali illeciti e di reati finanziari e fiscali – spiega il Procuratore - E visto che abbiamo parlato di transito di milioni di persone nel territorio, per quanto riguarda i reati “comuni”, segnalo, tra gli altri, il traffico di droga che ha comportato sequestri per ingenti quantitativi di stupefacente, in particolare cocaina, arrivati dal continente negli scali portuali di Olbia, Golfo Aranci e Santa  Teresa. In una specifica operazione è stato sequestrato al porto di Olbia un quantitativo di 28 chili di cocaina facente parte di una partita più ampia di ben 100 chili. E a proposito di tempestività richiesta dal legislatore nelle indagini per alcuni reati, sul delicato fronte del “Codice Rosso”, nell’ultimo biennio “giudiziario”, abbiamo iscritto ben 380 procedimenti a carico di noti».

A fronte di una complessa realtà criminale, l’ufficio ha spesso lavorato in condizioni difficili tanto da essere dichiarato dal Consiglio superiore della magistratura “sede disagiata e a copertura necessaria”. «Devo dire che il Consiglio stesso e la Procura Generale di Cagliari, con il benestare del Ministero, ci hanno sistematicamente supportato con applicazioni di magistrati – dice Capasso –  Tuttavia, per fornire risposte celeri ed efficaci anche in considerazione delle recenti innovazioni legislative e della digitalizzazione del processo penale è necessario disporre di un team “adeguato” di magistrati e di personale amministrativo». 

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