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Salute e diritti

Olbia, la lunga attesa di un malato per la pensione di invalidità

La sede dell'Inps di Olbia
La sede dell'Inps di Olbia

La moglie dell’uomo malato di tumore racconta la sua storia. Inps pronto, ma l’Asl non ha ancora dato il via libera

13 gennaio 2024
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Olbia «Sono passati tre mesi e ancora oggi mio marito, paziente oncologico, non ha avuto nessuna risposta per essere visitato e per ottenere la pensione di invalidità». La donna che ha deciso di sollevare il caso è amareggiata e indignata. Non avrebbe mai immaginato che un malato di tumore dovesse aspettare così tanto per ottenere quello che è un suo diritto. «Lo scorso mese di settembre è stato diagnosticato a mio marito un tumore -racconta la signora - e ci siamo mossi immediatamente, al Caf e all’Inps, per avviare tutte le pratiche. Non si tratta soltanto di avere la pensione di invalidità, ma anche di avere gli strumenti e i presìdi necessari. Ho già acquistato una carrozzina a mie spese ma sono tante le cose che occorrono. Noi viviamo al secondo piano e in questo momento mio marito non può certo fare le scale. Quel che mi lascia senza parole è il silenzio. A ottobre ho presentato la domanda, così come mi hanno fatto sapere dall’Inps, e poi ho scoperto che per dare il via alla pratica serve il parere della Asl». Si deve infatti esprimere la commissione invalidi civili, composta da medici e da tecnici, che deve approvare ogni singola richiesta. Solo a quel punto l’Inps può procedere. «Invece - continua la signora - la commissione non ha fatto niente e quindi la nostra pratica è ferma chissà dove. Mi chiedo quale sia il problema. Non si fa altro che parlare della mancanza di personale e mi viene da pensare che non ci siano i medici per far riunire la commissione. Nessuno finora mi ha dato una risposta e anche il nostro medico di famiglia non riesce a capire come mai si debba attendere tanto. Noi abbiamo fatto tutto ciò che era necessario e messo insieme la documentazione richiesta. Ma qui il tempo continua a passare e nulla accade. L’Inps non ci può chiamare per sottoporre mio marito alla visita, perché la Asl non fa la sua parte. Mi auguro che la situazione si sblocchi. Sappiamo che tante altre persone sono nella nostra stessa situazione e questo è veramente assurdo. Spero solo che sollevando il problema pubblicamente, qualcosa si muova». (s.p.)

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