Olbia, il Padrongianus nell'oblio: «Salvate il parco delle famiglie»
A rilento i progetti di recupero. Il consigliere comunale Eugenio Carbini: «Non diventi l’ennesima incompiuta»
Olbia. Il parco sul fiume si è trasformato in una giungla. Il vialetto che porta all’infopoint è stato ormai inghiottito dalle chiome sempre più folte degli alberi. Tutto attorno la situazione resta praticamente la stessa: sentieri coperti da erbacce e cespugli, strutture smontate e pareti coperte dalla vernice delle bombolette spray. Belli i tempi delle canoe in acqua e dei bambini seduti sull’altalena: a nove anni dalla chiusura lo status del parco del Padrongianus è ancora quello del grande sogno interrotto. Nato e morto con la provincia di Olbia-Tempio, il polmone verde, frequentatissimo dalle famiglie e dagli sportivi, era infine passato al Comune. L’amministrazione, che aveva chiesto e ottenuto la gestione del parco per un totale di 99 anni, si era rimboccata le maniche per studiare una via d’uscita e soprattutto per riqualificare e rilanciare l’area nata sulle sponde del fiume. Il progetto va però a rilento e il cancello del parco del Padrongianus è ancora chiuso. Così, a un anno dall’ultima volta, a intervenire sul tema è nuovamente Eugenio Carbini, consigliere comunale di minoranza del gruppo Liberi. «Non possiamo certamente permettere che il parco abbia un destino incerto – sottolinea Carbini –, o ancora peggio che possa divenire una ennesima opera incompiuta, considerando poi quanti soldi pubblici siano stati sperperati in passato nella struttura».
Andare avanti. Nell’ottobre del 2022 il parco fluviale era finito al centro di un dibattito in consiglio comunale. Con una interpellanza il gruppo Liberi aveva denunciato la situazione all’interno dell’area. Lo scenario era questo: infopoint devastato dai vandali, cartelli capovolti, strutture fatte a pezzi e anche impianti presi e portati via, tra cui quello fotovoltaico. Smontata anche la piccola auto elettrica che un tempo viaggiava lungo i sentieri del parco. E distrutti sia i giochi per i bambini che il piccolo pontile utilizzato per il noleggio dei kayak. Alcuni giorni dopo il dibattito in consiglio comunale, la giunta era poi corsa ai ripari stanziando alcune risorse per la messa in sicurezza dell’area, per il ripristino del cancello e per la chiusura delle recinzioni, con l’obiettivo di impedire l’accesso al parco soprattutto ai vandali. Il sindaco Settimo Nizzi aveva inoltre spiegato di voler puntare sul Contratto di fiume, un protocollo che dà la possibilità di partecipare a un bando nazionale con lo scopo di ottenere importanti risorse da investire nella riqualificazione. Da allora, però, nel Padrongianus non si è mosso più nulla e così il consigliere comunale Eugenio Carbini adesso torna all’attacco. «Oggi regnano ancora oblio e inoperosità – dice il Carbini –. Crescita e affermazione potrebbero far diventare il parco il fiore all’occhiello della città. Il potenziale è sotto gli occhi di tutti: potrebbe divenire un magnete per associazioni ed eventi sportivi di ogni livello, per la cittadinanza, per i bambini e per gli anziani, diverrebbe una perfetta alternativa al Fausto Noce. La città necessita di strutture aggregative come il Padrongianus. E nonostante sia stata ottenuta l’acquisizione del comodato d’uso da parte del Comune, anche grazie a una nostra interpellanza, non si deve fermare l’iter per valorizzare un tesoro di tale importanza».
Storia infinita. Il parco fluviale del Padrongianus, inizialmente vasto 33 ettari, era stato realizzato e inaugurato dalla Provincia Olbia-Tempio. Nel 2015, infine, la chiusura insieme alla soppressione dell’ente che aveva sede in via Nanni. Il parco, però, non è stato mai dimenticato dagli olbiesi. Sono sempre numerosi gli ex frequentatori che, ciclicamente, anche sui social, continuano a chiedere la sua riapertura. Ricco di specie animali e vegetali, il parco era infatti un punto di riferimento per le famiglie, gli sportivi e gli amanti della natura in generale. Sulle sponde del fiume che scorre a sud della città si potevano inoltre praticare numerose attività all’aria aperta, come il trekking, la mountain bike e le escursioni in canoa. Il parco del Padrongianus ospitava inoltre anche scolaresche, eventi e laboratori di educazione ambientale. Pur essendo chiuso già da un pezzo, il parco, nella primavera del 2020, era risultato uno dei più votati e amati in Sardegna nell’ambito di un progetto green promosso da Legambiente e Vallelata. Già nel 2016 l’allora giunta Giovannelli aveva chiesto la gestione del parco alla Provincia di Sassari per un periodo di dieci anni. Poi lo stop della giunta Nizzi, con l’idea di ottenere il parco con la formula del comodato d’uso per un totale di 99 anni. La speranza, adesso, è che si riescano a trovare al più presto le risorse per riqualificare l’area e riaprire infine il cancello alle famiglie e agli sportivi.
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