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L’incidente

Olbia, l’autopsia sulla salma dell’operaio morto in cantiere: lesioni fatali alla testa

Olbia, l’autopsia sulla salma dell’operaio morto in cantiere: lesioni fatali alla testa

Baskim Bitichi era precipitato da un ponteggio in via Londra lo scorso 24 febbraio

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Olbia. Baskim Bitichi, l’operaio kosovaro di 42 anni precipitato il 24 febbraio scorso dal ponteggio di un complesso residenziale in costruzione, in via Londra, è morto a causa delle profonde lesioni riportate soprattutto alla testa. Sono i primi elementi emersi dall’autopsia eseguita ieri sulla salma dell’operaio, all’istituto di medicina legale di Sassari. Il medico legale Salvatore Lorenzoni, a cui la Procura di Tempio ha affidato l’incarico, dovrà ora eseguire una serie di accertamenti necessari a capire quale fosse lo stato di salute dell’uomo al momento dell’incidente e rispondere (nella relazione che dovrà consegnare), ai quesiti posti dal magistrato.

Elementi fondamentali per ricostruire la dinamica e fare chiarezza su quanto accaduto nel cantiere di via Londra. La struttura in costruzione è ancora sotto sequestro. La Procura – titolare dell’inchiesta è il sostituto procuratore Daniele Rosa – procede per l’ipotesi di omicidio colposo. Sono iscritti nel registro degli indagati i titolari delle due imprese che si stavano occupando dei lavori, assistiti dall’avvocato Marco Pilia, e il responsabile della sicurezza del cantiere, difeso dall’avvocato Michele Ponsano. L’operaio era morto sul colpo dopo essere precipitato da un’altezza di una decina di metri. Le indagini sono state svolte dallo Spresal (il servizio dell’Asl che si occupa di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro), e dai carabinieri di via D’Annunzio. Una morte, quella del muratore kosovaro, con tanti interrogativi. Le indagini sono volte a ricostruire la dinamica ma anche a capire perché l’operaio fosse lì, cosa stesse facendo e perché è salito sul ponteggio: nessuno può accedere in un cantiere edile se non è dipendente. Lui era dipendente di una delle ditte coinvolte ma non lavorava in quel cantiere ed era in malattia da due mesi. Le prime importanti risposte arriveranno dagli esiti dell’autopsia. (t.s.)

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