Olbia, la denuncia di una madre: «Mesi di attesa per un intervento alle tonsille. E mia figlia peggiora»
Giovane donna racconta l’odissea della bimba di 5 anni. «In Gallura non si opera e non si sa quando si farà l’intervento»
Olbia «In una sanità disastrata anche i bambini devono attendere. E per l’asportazione delle tonsille bisogna aspettare almeno dai sei mesi a un anno». La denuncia arriva da una giovane mamma, Francesca, che racconta l’odissea che sta vivendo dallo scorso gennaio con la sua piccola Matilde, di 5 anni. «Mia figlia deve essere sottoposta a tonsillectomia, ma non avrei mai immaginato di affrontare così tante difficoltà. A Olbia, da diversi mesi, ci sono due otorinolaringoiatri bravissimi che però non possono operare, a Tempio il reparto è chiuso da anni e i bambini galluresi sono costretti ad andare in trasferta. Io porterò mia figlia a Cagliari, ma l’attesa sarà lunga. E anche di fronte a un peggioramento di questi giorni, mi sono sentita dire che mi faranno sapere».
La storia «Mia figlia - racconta Francesca - ha sempre avuto problemi alla gola, tra placche alle tonsille, varie infiammazioni, febbre e continue terapie. Ma, come capita sempre in questi casi, si tende giustamente ad aspettare prima di ricorrere all’intervento, perché con la crescita la situazione spesso migliora. Non è stato il caso di Matilde e infatti la pediatra, lo scorso gennaio, ha detto non c’era altra via di uscita. Senza perdere tempo sono andata al Giovanni Paolo II e gli otorini hanno confermato la necessità dell’operazione. A quel punto chiedo: dove? A Olbia, purtroppo, non si può, a Tempio nemmeno, a Nuoro il San Francesco è letteralmente al collasso, a Sassari operano soltanto in caso di estrema necessità e dirottano i bambini che devono essere sottoposti a tonsillectomia all’ospedale di Alghero. Ma qui mi hanno detto che devo aspettare almeno un anno».
Verso Cagliari Francesca decide quindi di rivolgersi al Santissima Trinità di Cagliari. «Per fare in fretta chiedo un appuntamento in privato. E, in questo caso, vengo subito accontentata: “Se vuole le trovo un posto per domani”. Così parto per Cagliari, con non pochi disagi e difficoltà, e alla fine mi comunicano che mi chiameranno “da qui a sei mesi”».
Il peggioramento «Sono passati più di due mesi e in questi giorni - continua Francesca - la bambina è peggiorata. Ogni volta che tossisce perde sangue dalla bocca. La pediatra, che ho subito contattato, mi ha ribadito che la piccola deve essere operata senza ulteriori attese. Ho allora inviato una mail dettagliata al Santissima Trinità (il 22 marzo scorso) e la loro risposta è stata questa: “Non abbiamo anestesisti, gli interventi vanno avanti a rilento. Non ci siamo dimenticati della sua bambina e la chiameremo da qui a sei mesi”. No, io non ci sto. Ma nello stesso tempo non posso permettermi di sottoporla a un intervento privatamente: so bene che se si segue questa strada, l’assistenza è immediata. Quella che si sta vivendo nei nostri ospedali è ormai una situazione inaccettabile. E inaccettabili sono le liste d’attesa. Matilde ha aspettato abbastanza, ora mi auguro che dopo questa denuncia si trovi una soluzione. Ormai può curarsi rapidamente solo chi ha le possibilità economiche. Gli altri, mentre aspettano la chiamata, devono augurarsi che tutto fili liscio». (s.p.)
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