La Nuova Sardegna

Olbia

Abusi sessuali

Olbia, violentata per dieci anni dal padre: aperto il processo in Corte d’appello

di Tiziana Simula
Olbia, violentata per dieci anni dal padre: aperto il processo in Corte d’appello

Il procuratore generale ha chiesto che la presunta vittima sia risentita in aula

09 aprile 2024
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Olbia Per dieci anni avrebbe subito le violenze sessuali da parte di suo padre. Aveva 9 anni quando, secondo le accuse, lui avrebbe cominciato ad abusare di lei, approfittando della sua tenera età e della condizione di inferiorità psichica. Violenze consumate tra le mura domestiche con un padre che avrebbe dovuto proteggerla e che, invece, sarebbe diventato il suo aguzzino. La madre, pur sapendo tutto, non l’avrebbe difesa. Non sarebbe intervenuta per mettere fine al calvario.

Con queste gravissime accuse, l’uomo e sua moglie sono stati condannati poco meno di un anno fa dal tribunale di Tempio (la sentenza è del 10 maggio 2023): lui, a 7 anni e 6 mesi di reclusione, lei, a 3 anni e 6 mesi. Per entrambi gli imputati, il tribunale ha disposto la perdita della responsabilità genitoriale, l’interdizione senza limite di tempo da qualsiasi ufficio attinente la tutela, la curatela e l’amministrazione di sostegno. 

Il difensore dei coniugi, l’avvocato Angelo Merlini, ha impugnato la sentenza di condanna e ieri la vicenda processuale è stata trattata in Corte d’appello. Dove è stata riaperta l’istruttoria. Il procuratore generale ha infatti chiesto alla Corte d’appello – presidente Maria Teresa Lupinu – che sia risentita in aula la presunta vittima delle violenze sessuali – che oggi ha 26 anni –, ritenendo necessari dei chiarimenti sulle dichiarazioni rese quando fu sentita in incidente probatorio. La Corte ha quindi disposto che la giovane sia sentita nella prossima udienza, fissata per il 26 giugno. Stando alle accuse, le violenze sessuali sarebbero avvenute dal 2007 al 2017. A far scattare la denuncia furono le sue insegnanti, con cui si era confidata. Il padre avrebbe ripetutamente abusato di lei, vietandole anche di usare il cellulare e impedendole di uscire. Un inferno durato dieci anni. Il tribunale di Tempio li ha condannati entrambi, ora la parola passa ai giudici di secondo grado. La ragazza si è costituita parte civile con l’avvocato Delia Serra.

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