La Nuova Sardegna

Olbia

In rianimazione

Olbia, ore di apprensione per un ventenne: è ricoverato per meningite


	L'ospedale Brotzu di Cagliari
L'ospedale Brotzu di Cagliari

Il giovane sportivo si è sentito male a Cagliari mentre disputava una partita

15 aprile 2024
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Olbia. Prima il malore, poi il ricovero in ospedale. Una situazione piuttosto critica che, nel giro di poche ore, si è però fatta ancora più grave. Un ragazzo gallurese, ventenne, è stato ricoverato all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari per aver contratto nei giorni scorsi la meningite. Domenica 14 aprile il giovane si trovava nel capoluogo per partecipare a una competizione sportiva di tennis. Un primo malessere lo ha spinto a interrompere la partita e a chiedere aiuto. Il ragazzo è stato quindi soccorso e subito trasportato all’ospedale Santissima Trinità, dove è stato poi ricoverato nel reparto di Rianimazione.

La situazione, in un primo momento, era apparsa abbastanza stabile. Nel corso della giornata di ieri, lunedì 15 aprile, un ulteriore e allarmante peggioramento. Una condizione, quella del ventenne gallurese, molto conosciuto nell’ambiente sportivo, che ha spinto il personale medico del Santissima Trinità a disporre un immediato trasferimento nell’altro ospedale cagliaritano, il Brotzu, in un reparto ancora più adatto a gestire una emergenza di questo tipo. Nella tarda serata di ieri, però, da parte del ventenne sono arrivati i primi e leggerissimi segnali di miglioramento, così è stato disposto il suo ritorno al Santissima Trinità.

Sono ore di grande apprensione, dunque. In tanti, anche su Facebook, si augurano che il tennista reagisca bene alle cure. Per prevenire la trasmissione, è stata disposta una profilassi nei confronti di coloro che, negli ultimi giorni, sono stati a contatto con il ragazzo.

La meningite è una infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Può essere causata da virus, batteri o funghi. E si trasmette soltanto da persona a persona per via respiratoria, attraverso per esempio le goccioline di saliva e le secrezioni nasali che possono essere disperse con la tosse, mentre si parla o anche con gli starnuti. Il contagio, in ogni caso, non è particolarmente facile: è infatti necessario un contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in un ambiente molto affollato. La propagazione dell’agente patogeno, solitamente, non supera comunque il raggio di due metri dalla fonte. Inoltre il fatto di essere esposti a uno di questi patogeni non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia. A differenza del coronavirus, invece, la meningite non rimane attiva sulle superfici. (d.b.)

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