La Nuova Sardegna

Olbia

L’accusa: associazione a delinquere

Giovanni Satta in tribunale a Tempio: «Non si parlava di droga, ma di auto»

Giovanni Satta in tribunale a Tempio: «Non si parlava di droga, ma di auto»

L’ex consigliere regionale al processo per il traffico di stupefacenti tra Sardegna e Albania

17 aprile 2024
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Olbia Non si parlava di droga, ma di trattative per la vendita di auto nei dialoghi intercettati di Giovanni Satta. È quanto è emerso nell’udienza di ieri davanti al collegio presieduto da Caterina Interlandi, incentrata sull’esame dell’ex consigliere regionale ed ex sindaco di Buddusò, finito nella rete della maxi inchiesta della Dda di Cagliari e rinviato a giudizio nel 2017 con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Sotto accusa una banda sardo albanese dedita al traffico di droga. La Direzione distrettuale antimafia accusa Giovanni Satta di aver fornito le auto all’associazione per gli spostamenti e di tenere i contatti con i malavitosi locali per la cessione dello stupefacente. 

In tribunale ieri, mercoledì 17 aprile, per oltre due ore Giovanni Satta ha risposto alle domande del suo difensore, l’avvocato Angelo Merlini, ricostruendo i vari episodi al centro del processo e dando un’altra versione dei fatti rispetto all’impianto accusatorio. Satta ha negato di aver fornito macchine al sodalizio. L’unica auto venduta direttamente a Eugert Bici – indicato come il capo dell’organizzazione, già condannato con il rito abbreviato – era una vecchia Mercedes classe A che il boss albanese intestò alla moglie. «Mai fatto da intermediario per loro, mai parlato di droga con loro», ha detto Giovanni Satta.

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