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Arzachena, sfratto per il museo più piccolo d’Italia: l’immobile è in vendita

di Giovanni Gelsomino
Arzachena, sfratto per il museo più piccolo d’Italia: l’immobile è in vendita

La mini esposizione è curata da 10 anni da Mario Sotgiu: «Ancora non conosciamo il futuro di questa antica casa di fine Ottocento»

20 aprile 2024
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Arzachena. Forse nessuno si aspettava che la decima candelina de La Scatola del Tempo, il museo più piccolo d’Italia, avrebbe coinciso col cartello “Vendesi”. Così come nessuno, dieci anni fa, si aspettava che il tempo e la memoria si potesse racchiudere in un scatola, e poi tenerlo assieme con un solo sguardo. E, aggiungiamo, con uno sguardo di meraviglia e la sensazione di inserirsi dentro un meccanismo di un giocattolo, un giocattolo intelligente dove le scoperte si susseguono lasciandosi dietro i millenni. Questo piccolo museo narrante nasce nel 2014 – ospitato in un antico stabile privato – dal desiderio del suo fondatore, Mario Sotgiu, di poter regalare alla sua città, gratuitamente, uno speciale luogo di narrazione, a beneficio (soprattutto) dei bambini e dei ragazzi affinché anzi riconoscano il cammino già percorso dai loro genitori, dai loro nonni e, perché no, dai loro più antichi antenati. «Una storia d’amore, ecco come si potrebbe definire la storia de La Scatola del Tempo», dice Mario Sotgiu.

Il museo che fa parte della Associazione nazionale dei piccoli musei in appena 24 metri quadrati ospita decine di carte antiche, di vecchi e strani manufatti, di documenti inediti, di foto ingiallite, di lettere sgualcite, di vecchi strumenti di lavoro e di storie… tutte da leggere o da farsi raccontare dai volontari della associazione, che nei dieci anni trascorsi son riusciti a organizzare, anche, un gran numero di iniziative culturali collaterali, legate al mondo della letteratura, della pittura, della fotografia e, naturalmente, della storia locale. «Non ci crederete – continua Mario Sotgiu– ma l’ispirazione è arrivata in Inghilterra, nei primi anni Ottanta, quando strinsi amicizia con David Wilson, il curatore del più importante museo britannico: il British Museum». Un’amicizia che durerà una vita intera. È proprio Mr. David che mostra, confidenzialmente, a Mario Sotgiu la sua privatissima «stanza delle carte antiche» celata all’interno del suo studio privato: per lui è un’emozione fortissima.

La completa folgorazione arriva quando, nel 1985, in un mercatino a nord della città di Londra, Sotgiu rinviene una carta antica della Gallura del 1793. Per più di 30 anni l’idea di un mini museo nel centro storico di Arzachena (gratuito proprio come il mitico British Museum) rimane in un cassetto, soprattutto per motivi economici, ma il sogno si avvera nell’estate del 2014, proprio partendo da una mostra di carte antiche della Gallura: un successo incredibile! Da quel momento sarà un susseguirsi di nuove mostre, nuove storie, nuovi incontri e migliaia di visitatori (molti anche stranieri, grazie alla traduzione in lingua inglese di tutti i pannelli esposti) e un riscontro importante su tutti i media, perfino internazionali.

Da allora, decine e decine di scolaresche si sono susseguite nel tempo, grazie alla sensibilità di molti insegnanti per la storia locale e non solo. Perfino il mondo universitario ha voluto “studiare”, attraverso alcune tesi di laurea, questo originale modello di spazio narrativo della storia territoriale, che vi ve delle sole donazioni spontanee. Oggi, a dieci anni esatti dalla sua nascita, nella anonima parete laterale esterna del piccolo museo è comparso una cartello “Vendesi” e forse questo luogo prezioso si trasformerà, in breve tempo, in una attività commerciale. «Non sappiamo – conclude Mario Sotgiu – quale sarà il futuro di questa antica casetta di fine Ottocento… ma sappiamo come è stato il suo passato: è stato meraviglioso!».

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