La Nuova Sardegna

Olbia

Sanità

Il farmaco Cosentix costa troppo, la malata di Telti peggiora

di Stefania Puorro
Il farmaco Cosentix costa troppo, la malata di Telti peggiora

L’ultimo appello della donna 54enne: «Sto male, ho bisogno di quella medicina»

29 aprile 2024
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Telti Aspettava un segnale, una telefonata. Aspettava che qualcuno le dicesse che la sua terapia non sarebbe stata più dimezzata. E che le avrebbero ridato il farmaco per consentirle di fare due punture al mese, non una sola. Invece nulla. Solo una triste conferma che l’ha tramortita: nei giorni scorsi Daniela Inzaina si è recata di nuovo nella farmacia della Asl ma il Cosentix assegnato, farmaco che costa 1800 euro, è sufficiente solo per una iniezione.

«Non sto bene - racconta -, mi fanno male le ginocchia, fatico a stare in piedi anche con le stampelle. Se non mi ridaranno le due dosi previste per altrettanti iniezioni, continuerò a peggiorare».

La donna, 54 anni, originaria di Calangianus ma da tempo a Telti, non può comprare quel medicinale. «Una cifra per noi impensabile - dice - perché lavora solo mio marito. Qui non viene solo calpestato il mio diritto alle cure, se non seguo il piano terapeutico rischio di non poter più camminare». Daniela Inzaina soffre di spondiloartrite sieronegativa, una patologia che causa dolori alle ossa, alle articolazioni, ai muscoli.

«Non posso fare tutte le cose che facevo un tempo, ma con le giuste dosi di Cosentix la patologia resta stazionaria. Ora invece la Regione ha deciso di non coprire più il costo di due somministrazioni e sta accadendo ciò che temevo: dolori fortissimi e ulteriori limitazioni». Già cinque anni fa le avevano negato quel farmaco di cui non poteva fare a meno. Poi, dopo la sua protesta pubblica, la soluzione venne trovata. Ma adesso deve affrontare un’ulteriore grave difficoltà che le sta pesando molto sia a livello fisico che psicologico. «Io ho avuto il coraggio di farmi avanti, ancora una volta, perché sono disperata, amareggiata, delusa. Ma lo stesso problema lo vivono tanti altre persone che non hanno la forza di parlare. Allora lo faccio io, per tutti. La dottoressa della Asl che si occupa dei piani terapeutici dei pazienti con patologie legate al sistema immunitario, ha le mani legate. Lei non può fare nulla. E così, sia a marzo che ad aprile, mi ha consegnato il farmaco sufficiente per una sola puntura al mese. Che non può bastare».

 La diagnosi arrivò nel 2015, pesante come un macigno. La donna, fabica e allergica a diversi medicinali, era stata sottoposta a cure biologiche ma tutte le davano pesanti effetti collaterali. Era stata seguita a Sassari per un periodo, poi all’Humanitas di Rozzano dove trovarono il piano terapeutico adatto al suo caso. «Con il farmaco biologico “Cosentix” ho potuto riprendere in mano la mia vita, anche se non potrò più essere dinamica come in passato. Ma con il taglio della cura ho ricominciato a star male, tanto male. Nessuno finora ha risposto al mio appello. Il prossimo passo sarà quello di far parlare del mio caso alla radio e in tv. E non intendo arrendermi».

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