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La sentenza

Calangianus, abusi e minacce alla figlia del collega: «Mandami le tue foto nuda o faccio licenziare tuo padre»

di Tiziana Simula
Calangianus, abusi e minacce alla figlia del collega: «Mandami le tue foto nuda o faccio licenziare tuo padre»

La Corte d’appello di Cagliari ha confermato la condanna a 2 anni e 6 mesi inflitta all’uomo in primo grado

02 maggio 2024
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Calangianus La Corte d’appello di Cagliari ha confermato la condanna a due anni e sei mesi di reclusione inflitta in primo grado (con rito abbreviato) a Cristi Brailescu, 35 anni, romeno, accusato di violenza sessuale nei confronti di una ragazzina quindicenne, figlia di un suo amico e collega di lavoro. Secondo le accuse della Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, l’uomo costringeva la ragazzina ad avere rapporti sessuali con lui e a farsi inviare le sue foto nuda con la minaccia che, se non lo avesse fatto, avrebbe fatto licenziare suo padre e fatto del male a sua madre e al suo fidanzatino.

L’inchiesta era stata condotta dalla Dda dopo che i genitori della vittima avevano presentato denuncia ai carabinieri. Pesanti le accuse nei confronti dell’imputato. Che doveva rispondere di violenza sessuale, adescamento di minore e atti persecutori nei confronti della minore. Il 35enne, da quanto emerso dagli atti, ossessionava la ragazzina con continui messaggi per sapere dove fosse, la pedinava e pretendeva che gli inviasse gli screenshot delle conversazioni che aveva col suo fidanzatino. E minacciandola di far licenziare il padre e di far male ai suoi genitori, la costringeva a farsi inviare le sue foto nuda e lui gli mandava le sue. In una occasione, l’avrebbe costretta a un rapporto sessuale completo.

Il giudice del tribunale di Cagliari Elisabetta Patrito lo aveva condannato a due anni e sei mesi di reclusione (condanna parecchio più lieve rispetto a quella che aveva sollecitato il pubblico ministero che per l’uomo aveva chiesto 6 anni). Pena ora confermata dai giudici della Corte d’appello di Cagliari.

Il difensore di Cristi Brailescu, l’avvocato Angelo Merlini, farà ricorso in Cassazione. 

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