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Arzachena, spiaggia Le Piscine a numero chiuso. La minoranza: «Meglio Capriccioli»


	Una veduta dell'area di Capriccioli
Una veduta dell'area di Capriccioli

I consiglieri Fresi, Pileri e Cudoni attaccano la giunta: «Lì il vero problema ambientale, ma manca il coraggio»

06 maggio 2024
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Arzachena. Il Comune si è messo al lavoro per studiare l’ingresso contingentato nelle spiagge, con l’obiettivo di salvaguardare i litorali e contrastare in particolare il fenomeno dell’erosione costiera. Si parte quest’anno con un primo test nella spiaggia Le Piscine di Cannigione. Domani, mercoledì 8 maggio alle 17 nello spazio Nexus in via San Pietro, si terrà un incontro con operatori e cittadini alla presenza degli assessori al Turismo, Claudia Giagoni, e all’Urbanistica e al Demanio, Alessandro Malu. Una strada, quella di limitare gli accessi a Le Piscine, che però non è per nulla condivisa dalla minoranza in consiglio comunale. Fabio Fresi, del Gruppo misto, e Francesca Pileri e Rino Cudoni, di Piattaforma Arzachena, attaccano la giunta guidata dal sindaco Roberto Ragnedda e la accusano di scarso coraggio.

Secondo i tre, infatti, sarebbe stato meglio limitare gli accessi in un’altra spiaggia molto più frequentata: la celebre Capriccioli. «La scelta di imporre un numero chiuso nella spiaggia delle Piscine sul litorale di Cannigione penalizza non solo i molti turisti che soggiornano nel nostro Comune, ma soprattutto non impedirà la continua erosione della costa dovuta a fenomeni naturali e non alla presenza dell’uomo – scrivono in una nota Fresi, Pileri e Cudoni –. Sarà l’ennesima scelta poco coraggiosa e sbagliata sul demanio ad opera dell’assessore Malu, adottata senza alcuna condivisione con l’ambiente. Alle spiaggette delle Piscine si può accedere già adesso in un numero contingentato vista la presenza di soli parcheggi pubblici che di fatto impediscono e limitano il numero di fruitori».

Insomma, secondo la minoranza il test dell’amministrazione risulterebbe inutile. «È una scelta di sola propaganda, come oramai è consuetudine per il sindaco e i suoi assessori – proseguono i tre consiglieri –. Una scelta coraggiosa e richiesta da più parti, invece, avrebbe visto la decisione di istituire il numero chiuso alle spiaggette di Capriccioli. Il sindaco e l’assessore Malu lo sanno benissimo, visto che nei cassetti degli uffici comunali esistono diversi studi che dimostrano il degrado degli arenili del promontorio di Capriccioli ad opera dell’uomo. Ma si sapeva che non esiste nessun vero interesse a tutelare le nostre spiagge da parte di questa maggioranza sempre più distratta. Si è preferito trasformare Capriccioli in un beach club con discoteca all’aperto che d’estate viene invasa da migliaia di giovani interessati più al grado alcolico che all’acqua cristallina della spiaggia. Ci chiediamo che fine abbia fatto il progetto del parco di Capriccioli e sopratutto perché si è voluto trasformare questo angolo di paradiso in una discoteca sulla spiaggia. Malu e il sindaco saranno ritenuti responsabili di questa situazione».

I tre consiglieri concludono: «Facile fare proclami sulla tutela della risorsa ambientale e poi lasciare che le spiagge, unica vera risorsa del nostro territorio, siano aggredite in questo modo. Basta vedere quello che succede in questi giorni in alcune spiagge della Costa Smeralda dove, nel silenzio della politica, mezzi pesanti pur autorizzati dal demanio regionale livellano la sabbia. Possibile che l’unica risposta a questo sia il numero chiuso sul litorale di Cannigione? Chiediamo di aprire subito un confronto pubblico e si cerchino soluzioni idonee alla reale tutela del territorio evitando finte tutele».

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