La Nuova Sardegna

Olbia

In ospedale

La cappella del Mater Olbia donata da un imprenditore


	La messa celebrata dal vescovo dom Roberto Fornaciari (foto Vanna Sanna)
La messa celebrata dal vescovo dom Roberto Fornaciari (foto Vanna Sanna)

Il nuovo luogo di culto inaugurato dal vescovo Roberto Fornaciari

11 maggio 2024
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Olbia. La messa del vescovo e il ricordo commosso di chi ha dato il suo contributo. Il Mater Olbia ha la sua cappella: uno spazio ben curato, realizzato dalle abili mani degli artigiani locali, tutto dedicato ai pazienti dell’ospedale e ai loro familiari. «Questa cappella per noi non rappresenta soltanto un luogo di culto, ma anche un luogo di vita che vuole dimostrare la volontà del nostro ospedale di essere vicino alle persone e alla comunità non soltanto nei momenti di cura, ma anche da una prospettiva spirituale» ha sottolineato ieri, venerdì 10 maggio, Marcello Giannico, ad del Mater. Dopo la celebrazione del vescovo dom Roberto Fornaciari, è intervenuta Jessica Messa. E cioè la nipote di Roberto Conca, imprenditore e filantropo milanese con la Sardegna nel cuore. Un uomo, scomparso pochi mesi fa, grazie al quale è stato possibile il completamento della cappella. «Ha vissuto al massimo ogni sua emozione e ha donato a tutti tanto amore – ha detto la nipote, a Olbia insieme alla mamma Elisabetta Conca –. Ci ha dato la possibilità di credere nei sogni e noi lo ringrazieremo per sempre». Infine un pensiero per il personale del Mater Olbia: «Grazie a tutte le persone che lo hanno aiutato e che gli hanno dato la possibilità di vivere dignitosamente fino alla fine».

Alla inaugurazione della cappella dell’ospedale hanno partecipato tra gli altri anche Marco Salvagno, direttore operativo del Mater Olbia, il sindaco Settimo Nizzi e il parroco di San Simplicio, don Antonio Tamponi. Ha cantato il giovane tenore Matteo Dore del conservatorio Canepa di Sassari. La nuova chiesa si aggiunge allo spazio di raccoglimento multiculto già presente nell’ospedale. A realizzare gli elementi di arredo è stato l’artigiano Tore Spano, mentre il progetto è dell’ingegnere Riccardo Planu. (d.b.)

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