La Nuova Sardegna

Olbia

Emergenza rifiuti

Olbia, gli ecobox come discariche. Nizzi: «Li elimineremo»

di Dario Budroni

	L'ecobox di via Veronese (foto Vanna Sanna)
L'ecobox di via Veronese (foto Vanna Sanna)

Monta la rabbia dei cittadini. Il sindaco: «Colpa degli incivili, saremo inflessibili». E sui cinghiali: «Ci siamo mossi, attendiamo la Regione»

25 maggio 2024
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Olbia. Le montagne di rifiuti si fanno sempre più alte. Soprattutto attorno alle isole ecologiche, dove ci si trova praticamente di tutto. Sacchi, mobili, biciclette, stendini. Da Poltu Cuadu a via Veronese la situazione sta ormai diventando decisamente critica. Per il sindaco Settimo Nizzi, però, non esiste nessun problema legato al sistema di raccolta dei rifiuti. «È colpa degli incivili» dice il primo cittadino. E quindi ecco la decisione drastica: «A giugno elimineremo tutti gli ecobox. Abbiamo foto e filmati che ritraggono persone che trasformano quelle strutture in discariche. Non è più sostenibile». Non solo rifiuti, comunque. Ormai da un pezzo, e soprattutto a Poltu Cuadu, si è aggiunto anche il problema dei cinghiali. Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti: rifiuti maciullati, persone e cani feriti e, nei giorni scorsi, anche un cagnolino ucciso. Mesi fa era stata lanciata una petizione e ora c’è chi si organizza per un sit-in davanti al municipio. «Spesso si crede che il Comune non si interessi al problema – dice Nizzi –. Invece ci siamo mossi da mesi per elaborare un piano insieme ad altri enti. Ma stiamo ancora aspettando il via libera dalla Regione. Da soli non possiamo fare nulla».

Ecobox addio. Gli ecobox erano stati installati per combattere le discariche abusive. Hanno fatto la stessa fine. Su Facebook è un continuo pubblicare di filmati e fotografie. Da poche ore è anche nata una pagina che si chiama “Emergenza cinghiali e rifiuti su Olbia”. Insomma, i cittadini sono esasperati. «Purtroppo c’è chi ha distrutto i nostri ecobox – dice Settimo Nizzi –. Siamo anche a conoscenza di persone che vanno lì a scaricare rifiuti addirittura con i camioncini. Abbiamo appena nominato una trentina di guardie ambientali con potere sanzionatorio perché questa situazione deve finire. C’è chi, per esempio, realizza lavori edili e si affida poi a persone non qualificate che, invece di trasportare i rifiuti in discarica, li abbandona negli spazi pubblici. Se non si fa la differenziata il problema diventa sempre più grande. Per questo saremo inflessibili, anche con sanzioni pesanti. È una battaglia di civiltà. Non possiamo permetterci il lusso di avere delle discariche in città. Così rimuoveremo le isole ecologiche. Dispiace, perché erano state acquistate con i soldi dei cittadini. Ma la gente deve capire che non possiamo pulire la città dalla mattina alla sera perché c’è chi non differenzia e non conferisce in maniera corretta i propri rifiuti. Negli ecobox abbandonano di tutto, compresi i sacchi più grandi del previsto». Poi un messaggio ai commercianti: «Non possono continuare a lasciare i bidoni per la strada tutto il giorno. E chi non ce l’ha, si trovi uno spazio dove conservare i propri mastelli».

Cinghiali.  Soprattutto a Poltu Cuadu la situazione è da allarme rosso. Ormai sono i cinghiali i padroni delle strade. Ultimamente intere famiglie di ungulati sono state fotografate addirittura nel cortile del liceo artistico, con gli studenti a lezione. «Abbiamo tenuto diversi incontri – spiega Settimo Nizzi – e predisposto un accordo scritto. Ma il problema è che i cinghiali sono di proprietà della Regione, mentre la procedura di cattura spetta alla Provincia. Il Comune si trova in mezzo e, da solo, non può fare nulla. Aspettiamo risposte».

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