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Il primario Attilio Bua: «La sanità in Gallura è in coma profondo»

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olbia - pronto soccorso di olbia
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L’allarme del medico: «Pronto soccorso senza medici strutturati, servono rinforzi per l’estate»

26 maggio 2024
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Olbia «Se in Sardegna la sanità non gode di buona salute, in Gallura è in coma profondo. E se ci fossero dubbi, basta pensare alla drammatica realtà che vive il pronto soccorso dell’ospedale di Olbia, hub di riferimento per La Maddalena e Tempio». Attilio Bua, per anni primario del pronto soccorso di La Maddalena, poi di quello del Giovanni Paolo II e infine responsabile del Dipartimento di urgenza ed emergenza della Gallura, è molto preoccupato. Rimasto fermo per malattia a causa di intervento chirurgico a cui è stato sottoposto, probabilmente tra qualche giorno potrebbe rientrare a lavorare in quello che è da sempre il suo mondo. Ma sa già che si troverà di fronte una situazione che lui stesso definisce terrificante. Non lancia accuse contro nessuno, né va alla ricerca di colpevoli. Fa un’analisi. Ed emerge un quadro allarmante.

«Parto da qualche numero. Il pronto soccorso di Sassari ha in organico 23 medici, più altri dieci che fanno parte della collegata struttura semplice di Medicina d’urgenza. Quindi, c’è un unico primario. Gli specialisti ruotano, c’è un arricchimento professionale per tutti e non si pretendono prestazioni aggiuntive. Con questo non voglio certo dire che a Sassari la situazione sia rosea, perché la coperta è comunque corta anche lì. Al pronto soccorso di Olbia, però, non c’è nessuna coperta e, soprattutto, non c’è neanche un medico strutturato. Solo un gruppo di gettonisti, tra i quali alcuni argentini, che fanno tutto ciò che possono ma che non hanno esperienza. Loro dovrebbero seguire solo codici bianchi e verdi e invece sono costretti a occuparsi di pazienti con qualsiasi patologia, anche grave. Tutto questo accade alle porte di un’altra estate che si annuncia da record. Il nostro pronto soccorso registrava in media, prima del Covid, 44mila accessi l’anno, la maggior parte dei quali da giugno a settembre. E ora che cosa accadrà?».

L’sos I tempi sono stretti e bisogna correre ai ripari. In attesa di una vera e propria riorganizzazione, «bisogna trovare soluzioni a breve scadenza - prosegue Bua - e se potessi dare un suggerimento al neo assessore regionale Armando Bartolazzi direi che dovrebbero arrivare rinforzi da altre Asl. I medici che operano in ospedali che d’estate rallentano l’attività potrebbero essere mandati a Olbia a rotazione. Ovviamente pagandoli come i gettonisti che percepiscono 1200 euro per un turno di 12 ore e garantendo loro una protezione sul piano medico legale. Un passo successivo sarebbe quello di incrementare i posti letto, visto che al pronto soccorso di Olbia i pazienti rimangono spesso ricoverati per giorni. Se non ci saranno interventi straordinari e urgenti, la situazione rischia di precipitare ulteriormente».

Il territorio «Anche la mancanza di medici di base è un ulteriore macigno che pesa su un pronto soccorso in perenne affanno, nonostante l’abnegazione del personale. I cittadini che non sanno a chi rivolgersi, perché spesso non possono contare neanche sulle guardie mediche, si precipitano nel reparto di emergenza anche se non è necessario. E così - prosegue Attilio Bua - rimangono in attesa per ore e ore. In difficoltà anche il 118: sulle ambulanze ci sono sempre meno dottori e pure per loro dovrebbero essere previsti incentivi. I medici dobbiamo attirarli, non farli scappare. Qui in Gallura non vuole venire nessuno? Per forza, c’è un lavoro enorme e si opera in condizioni disperate. Ecco, è da qui che bisogna ripartire».

Stroke Unit Un’altra emergenza di cui sta soffrendo la Gallura è la temporanea mancanza di una Stroke Unit. «Da quando è stata chiusa quella del Mater, rimasta senza specialisti e in attesa di trovarne di nuovi, il nostro hub di riferimento è Sassari. Si lavora in sinergia, ma se arriva un paziente al pronto soccorso di Olbia colpito da ictus bisogna intervenire entro tre ore. Solo che si passa il tempo al telefono per trovare un posto letto e spesso Sassari i suoi otto li ha tutti occupati. Quindi: non solo occorrerebbero più posti letto, ma dovrebbe essere prestabilito un percorso in modo che Sassari possa accogliere i pazienti che arrivano dalla Gallura senza perdere tempo prezioso».

La polemica L’assessore regionale alla Sanità, nell’intento di incrementare il numero dei medici di medicina generale, ha proposto di offrire una scuola di specializzazione, senza superare le prove d’ingresso, ai medici disposti ad accettare un incarico di assistenza primaria. «Non capisco perché l’Ordine dei medici e i sindacati si siano subito opposti in maniera così netta prima di approfondire la questione - chiude il primario -. Secondo il mio parere sarebbe invece un’opportunità. Un motivo in più per scegliere la medicina di base come mestiere». (s.p.)

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