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Emergenza in città

Olbia, assediati da cinghiali e rifiuti: i cittadini sul piede di guerra

di Dario Budroni
Olbia, assediati da cinghiali e rifiuti: i cittadini sul piede di guerra

I residenti di Poltu Quadu: «Via gli ecobox? Non è giusto colpire tutti, multate gli incivili»

27 maggio 2024
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Olbia. Va bene il lockdown, ma chiudersi in casa perché i padroni delle strade sono i cinghiali proprio no. A Poltu Cuadu, insomma, la gente continua a vivere con la paura. «Non mi sarei mai aspettata di ritrovarmi in una situazione di questo tipo» dice Roberta Peddio, che insieme ad altri residenti ha appena aperto una pagina Facebook per raccontare quello che sta accadendo nel suo quartiere. I problemi sono due e sono strettamente legati tra loro: rifiuti e cinghiali. Il sindaco Settimo Nizzi, nei giorni scorsi, è intervenuto e ha annunciato nuove sanzioni e soprattutto il progetto di eliminare tutti gli ecobox dalle strade della città. «Gli incivili li hanno trasformati in discariche» ha detto Nizzi. Una scelta, quella del Comune, che non è stata accolta con troppo favore da chi la differenziata la applica ogni giorno. «Si tolgono gli ecobox? Va bene, ma si creino alternative – dice Patrizia Antonilli, anche lei del gruppo Facebook –. Altrimenti la gente continuerà ad abbandonare i rifiuti da altre parti. Non possiamo essere noi cittadini perbene a farne le spese. Chiediamo al Comune di sanzionare, di individuare gli incivili, di utilizzare le telecamere».

Cittadini assediati. Il caso riguarda più quartieri ma è tra Poltu Cuadu e Olbia Mare che la situazione sembra aver superato di gran lunga il limite. Tra affitti in nero, cittadini senza mastelli e persone che scambiano cunette e marciapiedi per discariche, la zona è disseminata di rifiuti. Poi c’è l’ecobox poco distante dal centro commerciale. Come tutti gli altri era stato installato per contrastare il fenomeno delle discariche abusive. Il problema, però, è che hanno fatto la stessa fine. Arrivano addirittura con i camioncini per abbandonare i rifiuti attorno all’isola ecologica. «Ed è così che arrivano i cinghiali – sottolinea Patrizia Antonilli –. Sia chiaro: la colpa non è degli animali, ma della situazione creata da chi abbandona i rifiuti. I cinghiali sono animali selvatici ed è normale che si comportino così. Non chiediamo che vengano uccisi, ma riportati nel loro habitat. Allo stesso tempo, però, bisogna trovare il modo di pulire il quartiere». Gli ungulati di Poltu Cuadu sono tanti e sempre più aggressivi. Gli episodi non si contano più, tra persone e cani feriti, ragazzini in bicicletta rincorsi dai cinghiali e anche un cagnolino ucciso. «Sono dappertutto – dice Roberta Peddio –. Ce li ritroviamo anche nei giardini. E abbiamo paura. Io, per esempio, cerco di uscire di casa il meno possibile. Come quando c’era la pandemia. Per quanto riguarda gli ecobox, credo che la soluzione non sia quella di eliminarli. Bisogna individuare gli incivili e sanzionarli».

Soluzione cinghiali. A Poltu Cuadu la gente è sul piede di guerra e si pensa addirittura a un sit-in davanti al municipio. Mesi fa, invece, era stata lanciata una petizione per chiedere alle istituzioni di risolvere il problema dei cinghiali. Il sindaco Nizzi, nei giorni scorsi, ha però spiegato che il Comune si è mosso da tempo, proponendo un accordo ad altri enti, e che l’amministrazione è in attesa di una risposta dalla Regione. «Il Comune da solo non può fare nulla» ha detto Nizzi. Christian Cicoria, avvocato e promotore della petizione, commenta: «Sono soddisfatto perché, dopo mesi, è arrivata una risposta del Comune. La situazione sta diventando sempre più pericolosa e bisogna intervenire al più presto».

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