La Nuova Sardegna

Olbia

La sicurezza della città

Olbia, verso il piano anti alluvione. Nizzi: «Due anni di lavori»

di Dario Budroni

	Il sindaco Settimo Nizzi durante il suo intervento
Il sindaco Settimo Nizzi durante il suo intervento

Al museo l’inchiesta pubblica prevista dalla procedura di Via. I dubbi di Pd e Legambiente

28 maggio 2024
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Olbia. Il proiettore mostra ancora una volta ponti, grafici, mappe e canali scolmatori. È il momento dell’inchiesta pubblica: l’ingegnere Simone Venturini illustra il piano anti alluvione e la gente seduta sulle poltroncine del museo segue attenta ogni passaggio. Alla fine non si alza nessuno per contestare il progetto o per sollevare pubblicamente i suoi dubbi. Ci saranno comunque altri venti giorni di tempo per presentare le osservazioni al piano Olbia e le sue acque. Qualcosa è già arrivata: si è mossa per esempio Legambiente e un paio di osservazioni arrivano anche dal Pd. Il sindaco Settimo Nizzi, che questo piano lo ha voluto, commenta: «È un bel lavoro, è stata trasformata una idea in un progetto». Poi rassicura sui tempi – due anni dal via libera definitivo – e sulle risorse a disposizione. L’incontro, senza interventi da parte del pubblico, si è così concluso prima del previsto. Un passaggio necessario, quello di ieri, perché inserito nell’ambito della procedura di Via della Regione, che ha disposto la consultazione del pubblico per dare la possibilità di presentare osservazioni, domande o richieste di chiarimenti.

Olbia e le sue acque. I capisaldi del piano progettato da Simone Venturini, dello studio Technital, sono noti. Saranno realizzati diversi canali scolmatori e il più importante sarà quello che, in caso di piena, raccoglierà le acque del Seligheddu e le porterà fino al Padrongianus. In programma anche nuovi ponti, piste ciclabili e un rio Seligheddu navigabile. Venturini ricorda che il picco di piena è di 630 metri cubi di acqua al secondo e che il suo piano li dimezzerà, con una metà che bypasserà Olbia. Il sindaco si concentra sulle opere previste. «Penso al nuovo ponte di via Roma, dietro il Nespoli. Sarà bellissimo – dice Nizzi –. Cambierà anche la zona della rotatoria di viale Aldo Moro. Sono felice, perché è stato fatto un grande lavoro con il contributo di tantissime persone». Previsto anche l’abbattimento del cavalcaferrovia di via Dei Lidi. Poi un passaggio sulle tempistiche. «Due anni a partire da quando avremo tutte le autorizzazioni – assicura Nizzi –. Stiamo lavorando con impegno e siamo pronti ad accogliere tutte le osservazioni». L’iter dovrebbe concludersi entro fine anno. Infine le risorse: «Le abbiamo e da poco la Regione ha messo altri 100 milioni di euro». A intervenire al museo anche gli ingegneri Gianni Mura, di Metassociati, e Davide Deidda, di Ois.

I dubbi. Legambiente Gallura presenta una osservazione di cui si era già parlato nei mesi scorsi. Si basa sul progetto di portare il materiale proveniente dagli scavi a mare e dalle foci dei canali nella zona umida di Pittulongu, con la creazione di una nuova duna. Il timore è che i materiali non siano compatibili. In sala anche Pietro Spano, segretario cittadino del Pd. I dem presentano due osservazioni. «Non siamo concettualmente contrari al piano, purché venga portato a casa – dice Spano –. Non posso però non ricordare la battaglia e la propaganda, nel 2016, contro il piano Mancini. Sono passati otto anni da allora. Ora vediamo che, strada facendo, per certi versi il concetto di salvaguardia idraulica si è spostato verso il Mancini. Spero che il piano presentato abbia un cronoprogramma realizzabile e fondi disponibili».

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