La Nuova Sardegna

Olbia

Emergenza rifiuti

Olbia, arriva la delibera: via i cinque ecobox

Olbia, arriva la delibera: via i cinque ecobox

La giunta Nizzi: «Trasformati in discariche, costano un milione». Critico Pietro Spano del Pd

05 giugno 2024
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Olbia. Addio ecobox. Adesso è ufficiale: la giunta ha dato il via libera all’eliminazione delle cinque isole ecologiche cittadine. Erano nate per contrastare il fenomeno delle discariche abusive. Il problema, però, è che hanno fatto la stessa fine: devastate e riempite e circondate di rifiuti di ogni tipo. Nei giorni scorsi era stato il sindaco Settimo Nizzi ad annunciare lo smantellamento degli ecobox. «Abbiamo foto e filmati che ritraggono persone che trasformano le strutture in discariche – aveva detto Nizzi alla Nuova –. Non è più sostenibile. Siamo a conoscenza di persone che vanno lì a scaricare rifiuti addirittura con i camioncini. Abbiamo appena nominato una trentina di guardie ambientali con potere sanzionatorio perché questa situazione deve finire».

Nella delibera di giunta proposta dall’assessora all’Ambiente Antonella Sciola si legge che saranno eliminati tutti gli ecobox: Molo Brin, Olbiamare, via Veronese, Basa e Isticadeddu. Si legge anche che, a seconda dei periodi, invece di rimuovere 900 chili di rifiuti al giorno, come previsto dalle volumetrie, gli operatori De Vizia sono costretti a portarne via anche 1700 al giorno. Per la giunta il servizio «costituisce una valvola di sfogo per comportamenti illegali e per evitare la differenziazione dei rifiuti che confluiscono nel flusso indifferenziato, rappresentando un costo rilevante per il Comune». Tra svuotamento, rimozione degli ingombranti e lavaggio, il costo stimato è di un milione di euro all’anno.

La rimozione, però, non convince tutti. Pietro Spano, segretario cittadino del Pd, per esempio dice: «La giunta deve garantire servizi degni di una città che conta migliaia di case vacanze. Basta colpevolizzare tutti e nascondersi dietro alle accuse generiche di inciviltà. Gli operatori del settore turistico che si occupano di accoglienza, tra i check-in e i check-out, come dovrebbero comportarsi in assenza di metodi efficienti o alternativi al ritiro domiciliare del rifiuto? Dovrebbero forse depositarlo a casa propria? Si creino dei presidi attraverso le guardie ambientali, si determinino orari di conferimento e si determinino misure alternative prima di adottare definitivamente azioni scellerate. Non è più tempo di millantare riduzioni di imposte e incremento di entrate di fronte a scenari di questo tipo». (d.b.)

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