Arzachena, le battaglie di Giovanni Filigheddu per la Sardegna
Mario Roych ripercorre in un libro la carriera dello storico esponente della Dc
Arzachena. Un figlio di Arzachena e della Gallura. Un politico di spessore a cui sono legate pagine di storia del nord Sardegna e dell’isola intera. Dalla diga sul Liscia alla nascita della Costa Smeralda all’autonomia regionale. Il ruolo di Giovanni Filigheddu, nato nel 1912 ad Arzachena, quattro volte consigliere regionale, emerge in tutta la sua forza grazie alla biografia scritta da Mario Roych, prefazione di Pietrino Soddu che ha dato il patrocinio del Centro studi autonomistici Paolo Dettori. Un volume prezioso, che ricostruisce l’attività politica di Filigheddu grazie alle cronache dei quotidiani del tempo, alle testimonianze di chi lo conosceva e ai dettagliati appunti di Giovanni Maria Abeltino, stretto collaboratore e uomo di fiducia dell’onorevole Filigheddu.
Il nipote Giovanni Abeltino ha collaborato con Roych a questa biografia che consegna alla memoria l’importante peso di Filigheddu nella storia di Sardegna. E in particolare della Gallura. Ultimo di quattro fratelli Giovanni Filigheddu frequenta ad Arzachena le scuole elementari e medie, il liceo Azuni a Sassari per poi laurearsi a Roma, dove frequenta la Fuci di Giovanni Battista Montini. Nel 1949 la prima elezione a consigliere regionale nel collegio di Sassari. Determinante il suo contributo alla fondazione della Dc al fianco di Antonio Segni e Salvatore Mannironi. E per collocare il partito su una posizione favorevole alla autonomia legislativa e amministrativa della Sardegna “a differenza dei sostenitori del separatismo o anche del federalismo, quest’ultimo caro a una parte del partito sardo d’azione – spiega Roych –. All’inizio dell’era repubblicana, con l’avvio dei lavori della Costituente, non era scontato che venisse approvata la riforma regionalista. Giovanni Filigheddu faceva parte della ristretta classe dirigente che si era battuta per il conseguimento di questo risultato».
Tra le altre importanti battaglie politiche per Arzachena c’è la costruzione della diga del Liscia. L’idea di realizzare il grande acquedotto della Gallura del geometra di Luogosanto, Pasqualino Barraqueddu, trova in Filigheddu il primo sostenitore. La legge per realizzarla porta la firma di Segni e Mariano Pintus ma il ruolo di Filigheddu viene riconosciuto pubblicamente. In occasione della posa della prima pietra, come riportano gli appunti di Giovanni Maria Abeltino, lo stesso Segni dice. «Dando inizio ufficiale a questa grande opera voglio prima di tutto sottolineare il grande merito avuto dall’amico Filigheddu, suo ideatore politico e sostenitore attento e assiduo. Tutto il popolo gallurese gli deve riconoscenza”» Era il maggio 1958. Fu sempre Filigheddu a guidare il sopralluogo in Gallura dell’allora presidente della Cassa del Mezzogiorno, il magistrato Gabriele Pescatore, ente che avrebbe finanziato la costruzione della diga.
Si trattava di un sacco di soldi da investire e voleva vedere con i suoi occhi la fattibilità e le finalità di questo progetto. Lo portò a Monte Moro, straordinario punto panoramico della Costa Smeralda, allora Monti di Mola. «Altro che agricoltura!», esclamò Pescatore vedendo la bellezza di quei luoghi dall’alto. Parole che spinsero ancora di più Filigheddu a credere e a battersi per lo sviluppo turistico di quelle coste. Un impegno che gli venne riconosciuto anche da uno dei fondatori del Consorzio Costa Smeralda, René Podbielski (che insieme ad Aka Khan, Patrick Guinnes, Felix Bigio, John Duncan Miller, Andrè Ardoin misero le basi della favola Costa Smeralda). In una lettera Podbielski ringraziava Giovanni Filigheddu per l’apporto dato alla nascita della Costa Smeralda.
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