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Calcio, Asd Calangianese esce di scena: non ci sono più giocatori

Calcio, Asd Calangianese esce di scena: non ci sono più giocatori

La squadra di Seconda categoria costretta a mollare

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Calangianus Si è interrotta all’improvviso la bella favola della Asd Calangianese, squadra di calcio nel girone G di Seconda categoria. A maggio si era classificata al 4° posto, dopo essere stata per varie domeniche anche capolista. La gioia della festa dello scorso anno stride con la tristezza di questo settembre. «Un campionato ottimo per noi – dice l’ultimo presidente Salvatore Castiglia – e nessuno allora pensava che pian piano avremmo dovuto chiudere i battenti». A giugno sui social si leggeva: “Grazie ai nostri meravigliosi ragazzi, che fino alla fine hanno combattuto per le zone alte della classifica ove siano stati protagonisti per gran parte del campionato anche da capolista. Siamo stati guidati da mister Paolo Nicolai, e da un capitan come Claudio Bellu, leader dentro e fuori dal campo con un cuore che non ha eguali. E poi grazie a Paolo Inzaina capocannonere con 31 gol in 25 partite e a giocatori come Antonio Delogu, Luigi Pes e Paolo Sotgiu che avevano rinunciato alle allettanti offerte di altre società per rimanere con noi. Siamo una squadra di veri amici perché la passione non ha prezzo”. Poi a settembre l’ amara realtà. Per una società nata nel 2005, iscritta al Csi sino al 2012, passata alla Figc in TErza categoria e poi promossa nel 2018 in Seconda categoria, davvero una triste fine.

Si ricordano ancora però i derby con i cugini del Karagnani, altra società locale che da alcuni anni ha lasciato. Ma i veri motivi dell’uscita di scena della Calangianese? «Innanzitutto – dice Castiglia – sono venuti meno giocatori per impegni di studio e lavoro, altri elementi non locali, non hanno saputo resistere alle allettanti offerte di altre squadre. Per noi che portavamo avanti una società a costo zero (solo le spese per iscrizione, custode) abbiamo dovuto arrenderci. Non potevamo competere con società che hanno già un bilancio annuo di 140.000 euro. Ci siamo guardati in faccia e per noi, che alla palestra preferivamo dar due calci al Signora Chiara, è stato duro interrompere le attività». «È un altro segnale non bello per il nostro paese – dice capitan Bellu per anni vicesindaco, oggi delegato ai Lavori pubblici –. I giovani ci mancano, e si capisce poi perché si preferiscono i rimborsi sostanziosi di certe società. Si avevano finalmente anche gli spogliatoi rimessi a nuovo nel Signora Chiara. Ma non è bastato. L’Asd Calangianese esce di scena». (p.z.)
 

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