Nozze da favola tra mare e hotel: in Costa Smeralda è boom di “sì”
La destinazione è tra le prime in Italia. L’assessora al Turismo Giagoni: «Così facciamo conoscere il territorio di Arzachena anche nei mesi spalla»
Porto Cervo. Sposarsi? In Costa Smeralda. Il matrimonio in una delle destinazioni turistiche più famose al mondo è già diventato un classico dell’estate. Proprio Porto Cervo e la Costa Smeralda sono tra le aree turistiche più gettonate per i matrimoni 4.0, insieme alla Costiera amalfitana, Val d’Orcia e Cinque Terre. Il dato è contenuto nel report dell’Osservatorio italiano del “destination wedding tourism”, l'indotto turistico legato ai matrimoni. Con la Costa Smeralda ci sono anche il lago di Como, la Valle d’Itria, le Dolomiti e la Versilia.
Il Comune. Un dato che premia la scelta del Comune di Arzachena di puntare sulla celebrazione di matrimoni civili da favola e pienamente legali in spiaggia o in hotel. Alla fine dell’anno scorso, infatti, la maggioranza aveva approvato in consiglio comunale un regolamento che consentiva di presentare manifestazioni di interesse che dessero modo ai privati di candidare le loro proprietà a ospitare coppie che vogliano promettersi amore eterno fuori dalla casa comunale. Potevano presentare domanda i titolari di concessione balneare, destinando una superficie minima di 25 metri quadri, come anche alberghi e strutture affini. Così Arzachena è entrata ufficialmente nel circuito “Destination wedding”, quel fenomeno per cui gli stranieri decidono di sposarsi in una località turistica, generando di fatto un prodotto turistico che nel 2022 ha creato in Italia circa 600 milioni di euro di fatturato, con 11 mila matrimoni celebrati e una tendenza sempre in crescita nel 2023.
Il mix. «La Costa Smeralda – dice Claudia Giagoni, assessora comunale al Turismo – è una destinazione appetibile per il turismo matrimoniale, perché offre un mix di elementi di straordinaria attrattiva grazie a cui è possibile proporre agli sposi e ai loro ospiti un’ampia scelta di allestimenti: strutture ricettive di altissimo livello, piccoli stazzi-retreat immersi nella campagna, scenari naturalistici unici legati alle spiagge e non solo, oltre a un contesto storico e folcloristico capace di creare proposte esclusive anche in termini di gastronomia, o di intrattenimento. Fa piacere, quindi, constatare l’apprezzamento degli stranieri verso il nostro territorio, per celebrare un momento così importante della loro vita».
L'indotto economico è di grande valore: fiori, parrucchieri, truccatori, catering, fotografi, auto a noleggio, feste organizzate dagli sposi stranieri, spesso più d’una, e i tour con guida turistica privata per una cerchia ristretta di invitati. La giunta aveva anche definito il tariffario e alcuni criteri per alberghi e concessioni balneari che si vogliano candidare a ospitare le nozze: nelle sedi private, cioè spiagge, alberghi, concessioni balneari, individuati con una specifica delibera di giunta, la tariffa base è di 400 euro, che diventa 800 euro per il matrimonio di sabato, domenica e festivi. «È un segmento – dice Giagoni – che offre l’occasione ideale per far conoscere la destinazione al di fuori del picco della stagione estiva, portando i turisti a scoprire e apprezzare l’atmosfera e i ritmi lenti nei mesi di maggio, giugno, o settembre, quelli più votati per le cerimonie. Grazie al regolamento, inoltre, offriamo l’opportunità di officiare il rito vero e proprio in quelle località o strutture che si sono candidate presentando domanda al nostro ufficio. Il bando è sempre aperto, così da poter ampliare e migliorare le proposte».
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