Tempio, il docente Michele Tamponi nell’Accademia nazionale dei Lincei
Il professore della Luiss, avvocato cassazionista, fa ora parte di una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo
Tempio. Tra i nuovi membri dell’Accademia Nazionale dei Lincei figura da qualche giorno il professore Michele Tamponi. Un accademico tempiese in una delle istituzioni culturali più prestigiose a livello internazionale. La nomina ad accademico dei Lincei è di pochi giorni fa. Il carattere schivo e sempre molto riservato del professore ha fatto sì che pochi lo sapessero anche nella sua città natale. La reazione è stata quella di chi ha molto da ammirare e poco di cui sorprendersi, perché a Tempio Michele Tamponi è figura molto stimata da tutti i suoi concittadini, che ne hanno sempre apprezzato le qualità intellettuali e seguito la luminosa carriera universitaria culminata nell’ultimo incarico di docente di Diritto alla Luiss di Roma.
Accanto all’attività di docenza ha svolto, sempre a Roma, la professione di avvocato cassazionista. Come si legge nel profilo dedicatogli dall’Accademia dei Lincei, «la sua attività scientifica si è estesa all’intera area giusprivatistica, investendo prioritariamente il diritto civile ma interessando anche, in misura significativa, il diritto commerciale, il diritto agrario e il diritto fallimentare». Insomma, un docente dalle tante competenze, capace anche, come sanno molti suoi lettori, di concedersi più di una fruttuosa sortita nel campo della saggistica e della narrativa. È del 2022 il romanzo “Fiorivano gli elicrisi”, storia medievale di amori contrastati e alta politica. In effetti, il neoaccademico tempiese ha spesso unito con grande profitto gli studi di diritto alla storia e alla letteratura, come dimostra la biografia su “Nino Visconti di Gallura. Il dantesco Giudice Nin Gentil tra Pisa e Sardegna”.
Questo e altri scritti hanno sempre messo in evidenza una passione non occasionale per la narrativa. I talenti del linceo gallurese sono tanti, come ricorda Paolo Sanna, presidente del Circolo “Don Primo Mazzolari”. «Ricordo Michele molto volentieri come compagno di scuola, avendo fatto il liceo insieme. Nella memoria personale risalente alla terza liceo c’è anche il tentativo di allenarci per concorrere ai campionati di corsa campestre. Ci allenammo molto, ma il risultato non fu granché. Michele è persona capace di realizzare lavori ponderosissimi come quello su Nino di Gallura. Persona squisita, estremamente attenta, premurosa e molto preparata, e, cosa non da poco, sempre disponibile. Ogni volta che come Mazzolari o Comitato civico lo abbiamo invitato, ha sempre risposto con favore alle nostre richieste».
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