Olbia, 240 telecamere per la sicurezza: il “cervellone” nella sede dell’Aspo
I dispositivi di videosorveglianza sono stati già installati. Presto l’accensione da parte del Comune. Individuata la sede della sala di controllo
Olbia. Le telecamere sono lì ormai da un pezzo. Nelle strade e nelle piazze, ma anche dentro e fuori il parco e negli angoli di città trasformati in discariche abusive. Per ora sono ancora spente: entreranno infatti in funzione appena il Comune otterrà il via libera da parte delle forze dell’ordine. Ma nel frattempo l’amministrazione ha individuato la sede di quello che sarà il “cervellone” del maxi sistema di videosorveglianza della città. Sarà realizzato all’interno della sede dell’Aspo, nella zona industriale, e a coordinarlo sarà il comando della polizia locale. Sono in tutto 240 le telecamere comparse negli ultimi mesi in città: un investimento da 2 milioni e 200mila euro, proposto dalla società City green light, al quale il Comune sta lavorando ormai da diverso tempo. L’obiettivo è migliorare la sicurezza dei cittadini. Grazie alle telecamere, per esempio, potranno essere facilmente individuati ladri, vandali e altri malintenzionati. Ma non solo. Come più volte spiegato dal sindaco Settimo Nizzi, sarà anche attraverso la videosorveglianza che potranno essere individuati i sempre più numerosi "abbandonatori seriali” di rifiuti.
Il cervellone. Tramite una delibera di giunta approvata nei giorni scorsi, la giunta comunale ha dato il via libera alla realizzazione di una sala operativa intesa come centro di gestione del nuovo sistema di videosorveglianza. Un luogo fisico dove visionare le immagini, sia quelle in tempo reale che quelle registrate. In mancanza di altri spazi – e considerato anche che il comando della polizia locale si trova nell’ex alberghiero, una struttura decadente e che sarà presto liberata –, l’amministrazione ha optato per la più moderna sede della società municipalizzata Aspo, con la quale sarà sottoscritto lo schema di contratto appena approvato dalla giunta. Per la sede del cervellone sono stati previsti tre spazi: una sala di controllo, una sala server e un’altra sala dedicata all’analisi delle immagini, sempre da parte della polizia locale.
Sicurezza e rifiuti. A scrivere il progetto è stata la società City green light, che aveva proposto al Comune di aggiornare e potenziare il sistema di videosorveglianza cittadino. Un modo per garantire una maggiore sicurezza, tutelare il bene pubblico, supportare le forze dell’ordine e contrastare il fenomeno delle discariche abusive, che nel corso della scorsa estate ha raggiunto il picco storico. Il piano prevede la sorveglianza di nove vie d’accesso e uscita alla città: viale Aldo Moro, via Veronese, via Nervi, via Barcellona, via Vittorio Veneto, Ospedale nuovo, via Siena, via Vena Fiorita e Sa Marinedda - strada statale 125. Qui le telecamere resteranno in funzione 24 ore su 24 e potranno “leggere” anche le targhe delle auto. Poi i siti sorvegliati speciali, come il parco Fausto Noce, il lungomare Cossiga, il centro storico, piazza Brigata Sassari, piazza Nassirya, il quartiere di Poltu Quadu e l’area di Sa Corroncedda. La City green light è pronta a sostenere il 50 per cento delle spese (il totale è 2,2 milioni) rateizzandole negli anni residui del contratto, in scadenza nel 2031.
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