Olbia, tra pianeti e lezioni a scuola: «L’aerospazio alla portata di tutti»
Non solo festival: tutte le attività dell’associazione Astec con i bambini e i ragazzi
Olbia. Nell’ufficio di Astec, il centro di educazione aerospaziale di Olbia, sparsi qua e là, ci sono ancora i panel, le scatole e altri residui tangibili che attestano l’atterraggio, a Olbia, del Festival dell’aerospazio. E cioè la manifestazione organizzata proprio dall’Astec al museo e che si è da poco conclusa con un grande successo. Un evento che ha richiesto quasi un anno di preparazione, reso possibile dalla competenza, dalla passione e la determinazione di Marilisa Pischedda, fondatrice ed ex presidente di Astec, di Rocco Gigliotti, l’attuale presidente, e dalla loro squadra di esperti collaboratori. Un team che normalmente opera nelle scuole, attraverso i canali social e le piattaforme digitali, cercando, con un preciso obiettivo, di raggiungere e coinvolgere un pubblico il più vasto possibile.
La missione. Il festival, dunque, è stato solo il culmine e l’aspetto più “esuberante” e visibile di un progetto iniziato quattro anni fa, quando l’associazione è stata fondata: «Siamo nati nel 2020 in pieno Covid. Tutto è iniziato dalla mia volontà di raccontare lo spazio dal punto di vista di un ingegnere. Un racconto iniziato da una pagina social che è poi diventata un blog». E dopo due anni in solitaria, Marilisa Pischedda ha iniziato a mettere insieme una squadra di esperti in materia, che attualmente la aiutano a realizzare le numerose iniziative. E ovviamente, come ogni progetto spaziale che si rispetti, anche l’Astec ha una missione: «Il nostro obiettivo – continua Pischedda – è avvicinare i cittadini e, soprattutto, gli studenti al mondo dell’aerospazio. E lo facciamo attraverso la divulgazione. In particolare, vorremmo far conoscere ai giovani le opportunità che questo settore offre, anche per aiutarli nella scelta del percorso accademico». In questo modo, si punta anche a disincentivare le cosiddette “fughe di cervelli”: «La Sardegna, come ogni territorio, ha dei pro e dei contro, ma è giusto che i ragazzi facciano delle scelte nella consapevolezza di ciò che realmente può offrire. Molte realtà non sono note».
Le iniziative. «Ogni tanto me ne viene in mente una», dice sorridendo Marilisa Pischedda mentre racconta tutto ciò che l’Astec ha fatto e pianifica di fare. E ascoltando la carrellata di progetti ed eventi che illustra – “Space for Kids”, “La giornata nazionale dello spazio”, “La notte dei ricercatori”, rubriche sui social come “Lo spazio in pillole” – non si può certo darle torto. Innanzitutto, però, l’offerta formativa. Le attività di laboratorio, fruibili attraverso la piattaforma online, sono rivolte alle scuole di ogni ordine e grado e il loro scopo è potenziare le abilità “Stem” degli alunni, cioè quelle relative a scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. «L’approccio – spiega – è quello dell’imparare facendo. Gli studenti sono chiamati a mettere in pratica le conoscenze teoriche attraverso la realizzazione di diversi strumenti: gli alunni delle elementari devono realizzare un razzo; gli alunni delle scuole medie un rover, cioè un piccolo veicolo in grado di muoversi, per esempio, sulla superficie lunare; gli studenti delle superiori, un drone». La progettazione di questi strumenti avviene digitalmente, ma gli alunni ricevono un kit didattico per assemblarli e toccare con mano il frutto del loro lavoro. «Queste attività – continua Pischedda – sono molto importanti anche per ridurre il gender gap. Durante la progettazione del rover, molte ragazze partono prevenute, convinte di non riuscire ad assemblarlo, ma alla fine del lavoro, realizzano di essere in grado». Per questo, un occhio di riguardo, l’Astec lo riserva proprio a loro, organizzando eventi di sensibilizzazione con l’obiettivo di superare certi limiti e pregiudizi. Tra questi, “Vinci lo Stem”, un seminario con cui l’8 marzo è stata celebrata la festa della donna; in palio tre corsi formativi, due dei quali riservati alle ragazze.
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