Olbia, il museo verso il rilancio: il Comune ora cerca il direttore
Prosegue l’iter per l’accreditamento. In corso gli ultimi lavori
Olbia Il museo archeologico è chiuso da oltre due mesi. Il Comune sta sostituendo la pavimentazione. È uno degli ultimi tasselli del lungo percorso che, nel giro di qualche tempo, si concluderà con l’accreditamento della struttura. In altre parole, con l’inserimento del museo olbiese nel sistema regionale e nazionale. Pavimento a parte, manca però ancora un passaggio fondamentale: la nomina di un direttore. L’amministrazione comunale si è così messa alla ricerca e a spiegarlo, nel corso dell’ultimo consiglio comunale, è stato il sindaco Settimo Nizzi. «Contiamo di avere il direttore prima dell’estate» ha detto il primo cittadino nel suo intervento. L’obiettivo finale è insomma quello di accreditare il museo – inaugurato una ventina di anni fa – e quindi di farlo funzionare in maniera del tutto differente rispetto a oggi, con una gestione dedicata, un ticket d’ingresso, nuovi finanziamenti e l’esposizione e la valorizzazione di ulteriori reperti. Lo scorso dicembre, invece, il sindaco e il direttore marittimo Gianluca D’Agostino avevano sottoscritto l’accatastamento del museo, che sorge in area demaniale.
Il direttore. La notizia, in Consiglio, è saltata fuori un po’ a sorpresa. Il segretario comunale Maurizio Guadagno ha letto la proposta di delibera sulla modifica del programma per l’affidamento degli incarichi di collaborazione, facendo riferimento alla direzione del museo archeologico e al fatto che, presto, sarà pubblicato un avviso per la selezione della nuova figura. Rino Piccinnu, consigliere comunale del Pd, ne ha così approfittato per chiedere al sindaco di fare il punto della situazione. «Stiamo facendo tantissimo per arrivare all’accreditamento – ha risposto Settimo Nizzi –. Non ci siamo ancora riusciti per l’assenza di un direttore. E quindi facciamo l’unica cosa che è rimasta da fare: il bando per l’incarico. Così come accade in tutti i musei, il compito del direttore sarà quello di redigere un piano economico-finanziario per la gestione reale e un programma per lo sviluppo». Poi il sindaco ha parlato degli interventi portati avanti negli anni, che hanno compreso la messa a norma del ponticello e il rifacimento degli impianti di condizionamento. L’ultimo lavoro, ancora in corso, riguarda invece la pavimentazione. «Ci siamo occupati di mettere a posto il museo – ha proseguito Nizzi –. A dir la verità, negli anni abbiamo lasciato fare ciò che volevano a tutti coloro che sono entrati. Infatti la struttura è stata danneggiata. Adesso abbiamo portato il museo quasi a nuovo. Il programma prevede anche il rifacimento degli impianti idrici e, inoltre, realizzeremo un’aula multimediale con 135 posti dotati di strumentazione tecnologica avanzata. Potrà essere utilizzata anche per scopi scientifici importanti. Con un direttore potremo dare gambe a tutto questo. E potremo anche far pagare il biglietto d’ingresso: una cosa fondamentale, perché i costi sono altissimi, secondi solo a quelli del municipio». Anche la minoranza, come annunciato dalla capogruppo di Olbia democratica, Ivana Russu, ha votato sì alla delibera che avvia il percorso di ricerca del direttore.
I reperti. Rilanciare il museo significa poter ospitare, all’interno della struttura, anche tanti dei reperti ancora oggi conservati nei magazzini della Soprintendenza. Di questo se ne era parlato lo scorso dicembre nel corso di un incontro promosso dal Comune e dalla stessa Soprintendenza. Era stato spiegato che grande attenzione sarà riservata ai relitti delle navi romane. Un patrimonio unico al mondo che merita di essere valorizzato in maniera differente rispetto a quanto accaduto fino a oggi. Due relitti sono esposti al museo, mentre molti altri erano stati abbandonati per anni, all’aperto e quindi sotto il sole e sotto la pioggia, nell’area esterna dell’ex Artiglieria. A dicembre dalla Soprintendenza avevano spiegato che i relitti sono stati messi in sicurezza.
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