Accusato di abusi sessuali sulla figlia: assolto dopo cinque anni
Olbia, fine di un incubo per un 45enne. Il processo dopo le denunce dell’ex convivente
Olbia «È la fine di un incubo durato cinque anni». Un pianto liberatorio ha accompagnato le parole pronunciate da un 45enne accusato di aver abusato sessualmente di sua figlia. Accuse che si sono rivelate completamente infondate: nessun riscontro è emerso durante il processo alle denunce che la sua ex convivente e madre della piccola aveva presentato nel 2020 ai carabinieri, sfociate nell’inchiesta della Procura di Tempio e, poi, appunto, nel processo.
L’uomo, difeso dagli avvocati Antonello Fadda e Franco Moretti, è stato assolto dal gup Marcella Pinna con la formula più ampia “perché il fatto non sussiste”. L’assoluzione è stata chiesta anche dalla pm Noemi Mancini. Un macigno che pesava sulla vita del 45enne è stato tolto, avendo il tribunale riconosciuto la sua innocenza. «Ma c’è ancora tanta sofferenza perché da cinque anni non vedo mia figlia», dice l’uomo.
A scagionarlo, le immagini delle telecamere che aveva installato nella sua casa nei momenti in cui, in seguito alla separazione con l’ex moglie, incontrava, così come stabilito dal tribunale civile (dov’è ancora in corso un procedimento), la bambina. Immagini che hanno dimostrato che in quei momenti non accadeva affatto ciò che l’ex compagna sosteneva nelle denunce. Nessuna violenza sessuale, dunque. E nessun riscontro alle accuse della ex convivente, risultate inventate, né alle dichiarazioni che la stessa bambina aveva fatto in incidente probatorio durante il quale aveva confermato che il padre la costringeva a subire atti sessuali.
Nei cellulari e computer sequestrati all’uomo durante la perquisizione, i carabinieri non avevano trovato nessuna prova contro di lui (tra le accuse, anche quella che avrebbe filmato e fotografato gli abusi sulla figlia). Le immagini delle telecamere, anche queste sequestrate dai militari, hanno fatto emergere quella che pm e giudice ritengono sia la verità dei fatti. Le parti civili erano assistite dagli avvocati Nino Vargiu e Cristian Muzzetto. (t.s.)
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