Olbia, il distretto della nautica cresce ancora: il Cipnes cerca nuove aree
Già insediate 90 aziende. La Regione: «Valutiamo gli spazi di espansione»
Olbia È partita la caccia a nuove aree per le aziende del distretto della nautica di Olbia. Il Cipnes Gallura ha avviato i primi colloqui con il Comune di Olbia e la Regione per individuare nuove aree deputate alla cantieristica nautica, per un settore in crescita esponenziale che ha bisogno di spazi vitali per accogliere nuovi players a livello nazionale e internazionale, oltre che per incentivare i progetti di crescita delle aziende già insediate. Secondo i numeri del Cipnes Gallura, sono attualmente 90 le aziende della nautica nel distretto produttivo di Olbia, tra cantieristica e servizi.
La Regione. La conferma sulla ricerca di nuovi spazi produttivi è arrivata dall’assessore regionale all’Industria, Emanuele Cani, che a margine della presentazione della Fiera nautica di Sardegna, lunedì 7 aprile a Porto Rotondo, ha lanciato un messaggio forte e chiaro. «C’è bisogno di capire quali possono essere le aree di espansione per le attività della nautica nel distretto del Cipnes Gallura, perché cominciamo ad averne poche – conferma Cani –. Su questo aspetto dobbiamo capire come dare sfogo e ausilio ad attività di tipo industriale, che possono avere degli sbocchi e che possono avere bisogno di spazi». Lo stesso assessore ha già avviato i primi colloqui con il sindaco Settimo Nizzi, il presidente del Cipnes Livio Fideli e il direttore Aldo Carta. Un'esigenza rimarcata anche dallo stesso Carta poche settimane fa, durante la presentazione dello studio sull’industria turistica nautica in Gallura elaborato dal Cipnes con UniOlbia.
Nuove aree. L’assemblea generale del Cipnes Gallura nell’ottobre 2022 aveva già stabilito che oltre 80 ettari sul mare del distretto produttivo consortile di Olbia, quella che comunemente è conosciuta come zona industriale, dovessero essere destinati in via esclusiva alle imprese della cantieristica e della nautica. Da Punta Is Taulas sino a Cala Saccaia, tutti gli investimenti – dal riuso di capannoni dismessi alla riconversione produttiva di quelli in funzione, fino alla costruzione su aree libere – saranno concentrati su un settore che è già il più importante del distretto, con il 12% degli occupati, e diventerà sempre più strategico nell’ottica della sostenibilità ambientale. Il Consorzio industriale intendeva così sostenere la crescita della competitività e della produttività delle imprese e del territorio. Il cambio di destinazione d’uso obbliga gli investimenti nella cantieristica, nella nautica e nelle attività legate alla pesca in 81,36 ettari su tutta la linea di costa, che servirà per l’apertura o il consolidamento di imprese della nautica. La scelta strategica del Cipnes, dunque, costituisce la base normativa per l’imponente opera di riconversione urbanistica ed economica che permette a Olbia, anche in futuro, di sfruttare le potenzialità dell’industria del mare.
Nuovi investitori. L'obiettivo del Cipnes è duplice: da una parte, vuole consolidare un settore trainante, dal momento che per la nautica restano a disposizione anche le aree non sulla costa. Dall’altra vuole offrire nuovi spazi, oggi insufficienti per soddisfare la domanda, agli investitori, nazionali e internazionali, della cantieristica e della nautica. «Consideriamo il sistema industriale della nautica come quello a maggior espansione in termini di profitto – ha confermato l’assessore –. Noi abbiamo la delega per promuovere le imprese sarde nel mondo, stiamo riprogrammando l’attività con l’intento di far fare il salto di qualità alle imprese. La Sardegna è al centro del Mediterraneo e guarda all’Europa e al mondo che gravita intorno alla nautica, a partire dalla produzione industriale delle imbarcazioni. La nautica è il settore che ha più margini di sviluppo in Sardegna, il Cipnes è un’eccellenza in Sardegna dal punto di vista della presenza di importanti attività industriali nel suo sito, oltre che di servizi per le aziende».
Cala Saccaia. Il distretto della nautica anche recentemente ha aperto le porte a nuove aziende. Sono infatti 17 le attività produttive del settore nautico che si sono insediate negli ultimi mesi. Un incremento significativo di aziende della nautica che porta al 15% il contributo del settore al volume produttivo del distretto, un chiaro segnale della rilevanza strategica e della crescente attrattiva del territorio.
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