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Tribunale

Villa di Vacchi, stop al processo per abusi edilizi: gli atti sono nulli

Gianluca Vacchi imprenditore bolognese
Gianluca Vacchi imprenditore bolognese

Il fascicolo torna in Procura: rilevate delle irregolarità nella notifica

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Arzachena Oggi 7 luglio si sarebbe dovuto aprire il processo per i presunti abusi edilizi e violazioni alle disposizioni sul vincolo idrogeologico nella villa extra lusso in costruzione a Pantogia dell’imprenditore-influencer bolognese, Gianluca Vacchi, ma a causa di un difetto nella notifica degli atti agli imputati, il fascicolo è ritornato in Procura. La giudice Silvia Campesi ha dichiarato la nullità degli avvisi di conclusione delle indagini preliminari e, di conseguenza, degli atti successivi, in quanto erano state notificate solo le pagine dispari (mancavano intere parti del capo d’imputazione). A sollevare l’eccezione in aula all’apertura dell’udienza è stato l’avvocato Fabio Varone, difensore del costruttore Giovanni Maria Filigheddu, a cui si sono associati anche gli altri difensori in quanto la giudice ha, poi, rilevato che lo stesso difetto risultava anche per gli altri imputati. Ha quindi disposto la restituzione degli atti alla Procura che dovrà ora rifare e rinotificare correttamente l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e gli atti successivi. Si riparte, dunque, da lì.

La villa in costruzione è ancora sotto sequestro. I sigilli nel cantiere dov’erano in corso i lavori per la mega costruzione da 15 milioni di euro (due ville preesistenti separate e confinanti che stava ristrutturando), erano scattati nel 2023. Secondo gli accertamenti svolti dalla forestale «la villa ricade su un’area a rischio idrogeologico e a rischio frana a pericolosità elevata, ed è stata costruita in assenza di autorizzazione preventiva da parte dell’Ispettorato forestale e in assenza di studio geologico». I reati contestati sarebbero stati accertati il 21 dicembre 2022. Sotto accusa Gianluca Vacchi, difeso dagli avvocati Gian Comita Ragnedda, Gino Bottiglioni e Giampaolo Murrighile, il direttore dei lavori Giovanni Faggioli, difeso dagli avvocati Gian Comita Ragnedda e Cristina Mela, e il l costruttore Giovanni Maria Filigheddu, assistito dall’avvocato Varone. I tre sono accusati, in concorso tra loro, di abuso edilizio e paesaggistico. Il direttore dei lavori anche di false attestazioni. I difensori sostengono la regolarità di quanto realizzato. (t.s.)

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