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La denuncia

Olbia, allarme organici nella polizia di frontiera: c’è meno personale di 20 anni fa

Olbia, allarme organici nella polizia di frontiera: c’è meno personale di 20 anni fa

Il Siulp parla di una «situazione intollerabile per due scali strategici» e sollecita interventi immediati

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Olbia «La polizia di frontiera dell’aeroporto e del porto di Olbia è ormai allo stremo». Lo denuncia con forza il Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia) che punta i riflettori su una situazione «insostenibile» e «inaccettabile» per uno scalo di importanza strategica come quello del Costa Smeralda e per il porto dell’Isola Bianca.

«Con oltre 8 milioni di passeggeri all’anno, tra traffico aereo e marittimo, l’ufficio di polizia di frontiera di Olbia si ritrova però ad essere gestito da un organico ridotto a soli 50 agenti, con una diminuzione del 30% rispetto a vent’anni fa, mentre il traffico passeggeri più che è raddoppiato. Un paradosso, che – denuncia il segretario provinciale del Siulp Massimiliano Pala – sfiora l’abbandono istituzionale e mette a rischio sicurezza e controllo. Non è possibile che uno scalo così trafficato venga gestito con numeri da ufficio di provincia. Durante la stagione estiva, con voli intercontinentali, crociere, maxi yacht e controlli antiterrorismo, la pressione sul personale è enorme, ma a Roma sembra che Olbia non esista». Il rapporto tra agenti e passeggeri è infatti drammatico: «Un agente ogni 134.000 persone, contro una media nazionale di uno ogni 59.000. Altri aeroporti con traffico simile o inferiore dispongono di organici anche tripli».

Duro anche il quadro descritto da Pietro Festa, componente del direttivo provinciale Siulp e agente proprio presso l’ufficio di frontiera di Olbia: «Siamo costretti a correre tra porto e aeroporto, spesso soli nei controlli. La pressione è costante e il rischio elevato, a scapito della sicurezza di tutti. Il personale è esausto, frustrato e messo nelle condizioni di non poter garantire la professionalità che richiede un hub internazionale».

Per questo, il Siulp ha formalmente richiesto alla segreteria nazionale interventi urgenti: l’incremento strutturale dell’organico di almeno 20 unità già con i prossimi trasferimenti, una ricognizione ispettiva per valutare la situazione reale e un piano sistematico di potenziamento estivo del personale, in linea con quanto già previsto per altri scali strategici.

«Non si può parlare di sicurezza pubblica – conclude Pala – se si lascia che il Costa Smeralda sia gestito con numeri da ufficio secondario. Se non arriveranno risposte concrete, non escludiamo azioni di protesta pubbliche e sindacali. Cittadini e turisti meritano sicurezza vera, non proclami». Un grido d’allarme chiaro e urgente, che mette in evidenza «un problema troppo a lungo ignorato: la sicurezza delle frontiere italiane passa anche da qui, da Olbia, dove i numeri e i fatti parlano con una voce fin troppo forte».

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