Guardia medica di Olbia chiusa per tre giorni: Pronto soccorso vicino al collasso
E la sede di viale Aldo Moro può visitare solo pazienti di San Pantaleo
Olbia Un weekend senza guardia medica turistica, con decine e decine di vacanzieri e residenti costretti a riversarsi sul pronto soccorso, già sotto pressione. Solo nella notte tra sabato e domenica 17 agosto, si sono registrati oltre 150 accessi. Nemmeno l’altra sede di guardia medica, nel vecchio ospedale di via Aldo Moro, è riuscita ad assorbire l’emergenza: i due dottori in turno, a chi si è presentato per chiedere assistenza, hanno spiegato di poter intervenire solo sui residenti di San Pantaleo, la frazione a cui risulta formalmente assegnata quella postazione.
Tutto è iniziato venerdì sera, quando la sede della guardia medica dell’ospedale Giovanni Paolo II non è mai entrata in funzione. In tanti erano in attesa già da ore, ma solamente alle 20.45 è stato affisso un cartello che comunicava la sospensione del servizio, lasciando numerosi pazienti senza alcuna alternativa. C’è chi allora, dopo aver chiesto informazioni, si è spostato in via Aldo Moro, ma anche lì sono state trovate le porte chiuse. Non fisicamente, ma nei fatti: chi si è presentato è stato informato che, non essendo residente a San Pantaleo, non poteva essere visitato. Una scelta che ha suscitato sconcerto. «Capiamo che ci siano regole da rispettare e non le contestiamo – ha raccontato una coppia di turisti romani – ma sentirsi dire che non ci potevano visitare è stato inaccettabile. Anche perché in quel momento non c’era proprio nessuno».
Il risultato è stato il collasso del pronto soccorso del Giovanni Paolo II. Il personale in servizio, sia venerdì sera che – in particolare – tra le 20 di sabato e le 8 di domenica mattina, ha dovuto gestire appunto oltre 150 pazienti. In turno c’erano tre medici, uno dei quali impegnato a lungo su un caso grave, e solamente tre infermieri: a loro il compito di gestire il triage, accogliere i pazienti trasportati in ambulanza e somministrare le terapie a chi era già in sala d’attesa. A peggiorare il quadro, anche il blocco informatico che ha colpito diversi ospedali e ambulatori dell’isola tanto che le richieste per esami diagnostici e analisi sono state compilate a mano, con inevitabili rallentamenti.
Da tempo la Asl Gallura segnala le difficoltà nel garantire la copertura dei turni di continuità assistenziale, soprattutto nei mesi estivi. Nonostante gli sforzi per garantire la presenza di personale, è stato spiegato più volte, alcuni turni restano inevitabilmente scoperti. La mancanza di medici disponibili per le guardie turistiche è ormai una criticità strutturale, che si acuisce in modo drammatico nei periodi di maggiore afflusso. E così Olbia, crocevia del turismo estivo e porta d’ingresso per tutta la Gallura, si è ritrovata senza un presidio medico territoriale attivo per tre giorni consecutivi, in pieno agosto. Un vuoto che ha reso ancora più fragile un sistema sanitario già messo a dura prova, e che – come sempre – ha finito per scaricare tutto il peso sul pronto soccorso, unico punto di riferimento per l’intero territorio.
