La Nuova Sardegna

Olbia

L’inchiesta

In casa un market della droga, indagati sei presunti spacciatori

In casa un market della droga, indagati sei presunti spacciatori

La centrale era stata scoperta un anno fa, ad Arzachena. Sequestrato anche un taser

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Arzachena Avevano messo in piedi un vero e proprio market della droga, una centrale dello spaccio con base in un’abitazione di Arzachena. Coinvolte nel giro, con ruoli diversi, secondo il pubblico ministero Mauro Lavra, sei persone, ora indagate formalmente. La Procura di Tempio  ha infatti chiuso le indagini su un giro di spaccio che avveniva tra Arzachena e Olbia. Nell’ottobre 2024 erano stati arrestati dai carabinieri Mattia Diana, 34 anni, e Bruno Marras, di 41, entrambi di Arzachena. Nell’abitazione di Marras, i militari avevano trovato praticamente di tutto: oltre 40 grammi di cocaina, 10 di cocaina rosa, diverse dosi di ketamina, pastiglie di ecstasy, due chili di hashish, uno di marijuana, bilancini di precisione, droga già suddivisa in dosi, materiale per il confezionamento e circa 4mila euro in contanti. I due – Diana è difeso dall’avvocato Antonello Desini, e Marras, dagli avvocati Ezia Orecchioni ed Elias Vacca –, erano tenuti sotto controllo da tempo dai militari. L’arresto era scattato mentre Diana, già noto alle forze dell’ordine, usciva dall’abitazione dell’amico a cui, secondo le accuse, avrebbe consegnato un quantitativo di sostanze stupefacenti. I militari avevano perquisito la macchina di Diana e l’appartamento di Marras, rinvenendo la droga.

Secondo le accuse, l’immobile serviva come base per nascondere lo stupefacente e spacciarlo, attività a cui avrebbe partecipato anche il proprietario della casa. A Diana viene contestato anche il possesso di un taser con due dardi, trovato dai militari nella stessa abitazione. All’attività di spaccio, secondo la ricostruzione degli inquirenti, partecipavano anche altre quattro persone: Eva Nicole Faa, anche lei difesa dall’avvocato Desini, che si sarebbe occupata soprattutto di trovare posti concordati con gli acquirenti dove nascondere lo stupefacente, e di controllare che non ci fossero auto sospette davanti all’abitazione-market, e tre presunti corrieri, Micheal Nuvoli e Stefano Pio Augelli, difesi dall’avvocata Daniela Peru, e Silvio Cocco, assistito dall’avvocato Egidio Caredda, tutti e tre incaricati delle consegne. E a questo proposito emerge una curiosità sul fronte delle indagini: alcune consegne sarebbero state fatte utilizzando le cassette automatiche di un supermercato di Olbia. Cocco è accusato di aver ritirato 2 chili di hascisc dalle cassettine e di averli consegnati ad acquirenti. olbiesi.  (t.s.)

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