Protesta in aeroporto all’arrivo del volo Tel Aviv-Olbia: «Killers not welcome»
Gli attivisti si sono radunati di fronte al terminal: «Mentre a Gaza si consuma un genocidio, non possiamo restare complici»
Olbia All’aeroporto Costa Smeralda si è svolta questa mattina, 31 agosto, la seconda giornata di protesta contro i voli provenienti da Tel Aviv, operativi fino al 16 settembre. All’arrivo di uno dei collegamenti, un gruppo di attivisti si è radunato davanti al terminal esponendo bandiere palestinesi e della Sardegna, kefiah e cartelli con messaggi di dissenso.
Tra gli slogan più scanditi, “Killers not welcome”, divenuto il simbolo della mobilitazione che i manifestanti definiscono una denuncia contro il “turismo dell’apartheid”. La protesta si è svolta comunque in modo pacifico e ha visto la partecipazione anche di una delegazione dell’Anpi Olbia-Tempio, che ha espresso piena solidarietà all’iniziativa.
Gli organizzatori hanno sottolineato come la causa palestinese sia legata anche al contesto isolano: «Mentre a Gaza si consuma il genocidio – hanno dichiarato durante la protesta – in Sardegna i poligoni Nato, con il coinvolgimento israeliano, continuano a produrre inquinamento e sottosviluppo. Non possiamo restare complici».
Il collegamento tra Olbia e Tel Aviv non è nuovo a polemiche. Già lo scorso mese di giugno era stato annunciato un volo charter, poi annullato a causa della chiusura dello spazio aereo israeliano dopo l’escalation del conflitto con l’Iran. Con l’avvio della rotta a fine agosto, le contestazioni sono riprese e, secondo quanto annunciato dagli stessi attivisti, continueranno per tutta la durata del collegamento. La manifestazione si è conclusa senza particolari tensioni, ma con la promessa di tornare davanti al terminal per nuovi sit-in.
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