Olbia, luglio e agosto col segno meno: i mesi spalla salvano la stagione
Gli albergatori: «Settembre in ripresa, buoni segnali per ottobre»
Olbia Anche il turismo non è una scienza esatta. Soprattutto nel momento delle previsioni. A luglio e agosto ci si aspettava un altro boom di presenze, ma così non è stato. Saranno dunque i mesi di spalla a salvare in qualche modo la stagione 2025. Insomma anche a Olbia, in linea con ciò che è accaduto un po’ in tutta Italia, il clou dell’estate ha lasciato piuttosto a desiderare, con un calo di presenze, nelle strutture alberghiere, compreso tra il 10 e il 15 per cento. Eppure i ragionamenti messi in fila in primavera andavano tutti in un’altra direzione. «Questo conferma il fatto che ogni stagione ha una storia a sé – commenta Fabio Fiori, presidente dell’associazione albergatori olbiesi –. Il mese di giugno è andato benissimo e ci aspettavamo numeri molto alti anche per quanto riguarda luglio e agosto. Le cose, per una serie di motivi, sono però andate diversamente. Allo stesso tempo stiamo notando un mese di settembre in netta ripresa. Un trend positivo che dovrebbe proseguire almeno fino al 20 ottobre, con la speranza di arrivare fino al 31. Possiamo dire che i mesi di spalla ci permetteranno, almeno in parte, di recuperare quello che abbiamo perso nei mesi centrali».
La discesa. L’estate era partita col botto: un giugno affollatissimo spinto anche dai grandi eventi come il mondiale di rally. Anche i mesi di aprile e maggio erano andati bene grazie in particolare all’incremento dei voli nell’aeroporto Costa Smeralda. «Credo che il giugno 2025 sia stato uno dei migliori di sempre – dice Fabio Fiori –. Rispetto allo stesso periodo del 2024 abbiamo registrato un più 15 per cento, in alcuni casi abbiamo raggiunto anche il 20. Però può accadere che le aspettative e le speranze non vengano poi confermate. Luglio è iniziato bene e ha tenuto più o meno fino alla metà del mese, in linea con i numeri di un anno fa, ma poi, da quel momento e fino al 20 agosto, invece dell’atteso boom il numero delle presenze nelle nostre strutture è diminuito. Se ci rapportiamo al 2024, che fu una stagione molto positiva, abbiamo registrato un calo tra il 10 e il 15 per cento. E non è poco, perché è il denaro che si accumula ad agosto che ci permette di superare i deficit invernali. I soldi persi in quel periodo pesano come un macigno sui nostri bilanci annuali». Fabio Fiori spiega poi il motivo dell’inaspettato segno meno. «Sono mancati soprattutto gli italiani perché è calato il loro potere d’acquisto – spiega il presidente dell’associazione degli albergatori –. A scoraggiare la vacanza è stato sicuramente anche il costo dei trasporti sia aerei che navali. Così molte persone hanno optato per una vacanza vicino casa. Chi è venuto in Sardegna, in molti casi, ha deciso di diminuire i giorni di permanenza per ammortizzare il corso dei trasporti». Nel frattempo starebbe anche cambiando il concetto di vacanza. «Bisogna tenere conto anche di un altro fattore – dice infatti Fiori –. Molte persone preferiscono rinunciare al periodo centrale della stagione perché consapevoli che ad agosto i prezzi sono più alti e la qualità dei servizi, per via delle tante presenze, è da sempre inferiore. Pensiamo ai parcheggi che non si trovano e alle lunghe file per andare in spiaggia».
I mesi di spalla. Di conseguenza, a beneficiarne sono soprattutto giugno e settembre. «Per quanto riguarda Olbia e tutto il nord est, settembre sta confermando gli ottimi numeri del 2024. Potrebbero anche esserci margini di crescita – sottolinea Fabio Fiori –. La speranza è quella di proseguire su questa strada per tutto ottobre. Se le cose andranno così, alla fine dell’anno potremo dire che i mesi di spalla hanno salvato la stagione, riequilibrando il periodo centrale. La speranza è quella».
