Ancora numeri da record: l’aeroporto di Olbia non basta più
Geasar: «Pronto un piano di investimenti da 100 milioni per ampliare il terminal e i piazzali»
Olbia L’aeroporto Costa Smeralda deve crescere come spazi e servizi. Geasar accelera sul fronte dell’iter autorizzativo, a cominciare dall’ampliamento del terminal passeggeri e delle aree di sosta per gli aerei. Il piano di investimenti ammonta a circa 100 milioni di euro, il più consistente da anni a questa parte.
«Abbiamo un ambizioso piano quinquennale per rivedere completamente strutture e sottostrutture dell’aeroporto di Olbia – conferma Mario Garau, direttore sviluppo rotte Geasar – partendo dalla viabilità, passando per il terminal passeggeri, ma anche nei piazzali, dove abbiamo in programma di attuare investimenti significativi che potranno incrementare i movimenti che lo scalo potrà gestire in un singolo giorno e accogliere la domanda che è data in crescita nel prossimo ventennio».
Sul fronte terminal, l’obiettivo è decongestionare i picchi e rendere più fluida l’esperienza in partenza e arrivo: più spazi per check-in e controlli, aree commerciali ridisegnate, servizi potenziati per passeggeri ed equipaggi. Il percorso si innesta su una dotazione già rilevante (due terminal, 43.500 metri quadrati di aerostazione, 31 banchi check-in al T1 e 12 al T2, 16 gate), che tuttavia la crescita del traffico ha riportato vicino alla saturazione nelle settimane di alta stagione.
La grande novità viaria è il collegamento ferroviario con l’aeroporto, oggi in costruzione: una linea a binario unico lunga circa 3,4 chilometri, con nuova stazione collegata al terminal e bretella di 0,9 chilometri verso la direttrice Chilivani. Il cantiere, interamente finanziato (anche con risorse Pnrr), è avviato con conclusione lavori programmata nel 2026. Proprio i lavori ferroviari hanno imposto una riprogrammazione temporanea di sosta e accessi nelle aree di pertinenza aeroportuale.
In parallelo, sono già stati annunciati interventi per migliorare la viabilità esterna e creare nuovi parcheggi, così da accompagnare l’ampliamento del terminal. L’orizzonte è un sistema di accesso più ordinato e scalabile, in grado di assorbire sia la domanda stagionale, sia il traffico “di spalla”, in crescita a doppia cifra.
«Quando si guarda alla infrastruttura aeroportuale e alla capacità è opportuno fare riferimento ai dati delle singole giornate, se non addirittura delle singole ore – spiega ancora Mario Garau –. Quest’anno abbiamo registrato quasi 33 mila passeggeri in una singola giornata e in passato questi valori si registravano in due sabati della stagione, mentre nel 2025 è una costante che nell’arco del weekend ci siano questi numeri e non scendiamo mai sotto i 25 mila passeggeri al giorno a luglio».
Dopo le opere già impostate negli anni scorsi, è in corso il potenziamento dei piazzali: l’ampliamento dell’Apron 2 (circa 20 mila metri quadrati aggiuntivi) è stato aggiudicato nel 2023 per incrementare la capacità di sosta, sotto pressione nei picchi estivi, e per migliorare l’efficienza delle operazioni tra aviazione commerciale e generale. Per la gestione dei movimenti è allo studio una bretella che consentirà agli aeromobili di liberare la pista più rapidamente dopo l’atterraggio, aumentando la capacità oraria e riducendo ritardi e consumo carburante in rullaggio. L’intervento si accompagna a un riassetto della gestione piazzali, con l’obiettivo di ottimizzare gli stand e i flussi in arrivo e partenza. A regime, la combinazione tra terminal ampliato, accessi multimodali e piazzali potenziati punta a consolidare il ruolo di Olbia come porta d’ingresso della Gallura e della Costa Smeralda, sostenendo una domanda che supererà i 4 milioni di passeggeri e spingendo la destagionalizzazione.
Infine, lo sviluppo è inserito in un disegno più ampio di mobilità territoriale: il collegamento ferroviario e gli interventi viari miglioreranno la resilienza degli accessi in alta stagione, con benefici anche per la rete urbana e turistica. È la rotta su cui Olbia ha scelto di navigare: più capienza e più qualità, ma soprattutto integrazione tra infrastrutture e servizi, perché l’esperienza di viaggio inizi già fuori dal terminal e prosegua, senza colli di bottiglia, fino al gate e alla pista.
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