Mario Sotgiu e i suoi mille racconti: «Arzachena, una storia straordinaria»
Il creatore del museo più piccolo d’Italia è il custode della memoria della sua città
Arzachena È più forte di lui. Anche quando dovrebbe essere il protagonista del racconto, Mario Sotgiu, il presidente dell’associazione “La scatola del tempo”, non può fare a meno di parlare di Arzachena, della sua storia, dei suoi protagonisti e delle ultime scoperte fatte sulla sua fondazione. Una passione nata oltre quaranta anni fa che, di fatto, lo ha reso depositario e custode della memoria della città. Passione da cui è poi nato un impegno: raccontare a concittadini e visitatori le scoperte fatte, coinvolgendoli in iniziative culturali e mostre, spesso realizzate in collaborazione con altre associazioni locali. In biblioteca il prossimo ciclo di incontri organizzato dal Comune. Un pezzo di storia, per esempio, risiede nell’ufficio dove ha sede la sua agenzia di comunicazione e creazione grafica Msd&partners, con cui organizza molte rassegne culturali. Ad aprirlo è stato il padre Bastiano Sotgiu, il geometra che tracciò i confini della Costa Smeralda. «Lui è stato uno dei tanti emigrati al Nord. Si è diplomato a Torino e ha lavorato nello studio topografico più importante del Piemonte, ma sempre con il sogno di tornare. Aveva già conosciuto mia madre, ma era rassegnato a un futuro fuori». E invece successe che un certo Duncan Miller, uno degli investitori della Costa Smeralda, stesse cercando un geometra. «Quella – indica una riproduzione appesa al muro – è la prima fattura che gli fece». Si trattava del noleggio di un’auto. Non è più andato via ed è diventato testimone della metamorfosi di Monti di Mola.
Andrebbe avanti per ore, Mario. «Questa – mostra una fotografia in bianco e nero – è Arzachena ai primi del Novecento, senza tutte le terrazze che ci sono ora. Era già carina». E ancora, i viaggiatori inglesi del Settecento che arrivavano con la scorta armata terrorizzati dai banditi, i problemi di viabilità – per andare a pagare le tasse a Tempio, prima dell’autonomia, ci volevano due giorni a cavallo – la nascita del primo albergo a metà degli anni Cinquanta e così via. La sua passione per la storia locale è talmente grande da essere incontenibile. E infatti non la contiene. «Quando scopri certe cose hai il dovere di raccontarle, io non posso tenerle per me», dice sorridendo. Una passione nata a Londra nell’inverno del 1983. «Studiavo inglese in una scuola vicino al British Museum, dove andavo con degli amici a rifugiarmi per il freddo – racconta –. Durante una delle passeggiate, ho conosciuto il direttore, mister David, che mi ha spiegato tutto del museo». La miccia, però, è esplosa alla British Library. «Mi sono imbattuto in un testo di William Henry Smyth che nel 1828 descrisse il villaggio d’Arzachena. Lì si è messo in moto tutto, un disastro», dice ridendo. E anche il nome dell’associazione ha avuto lì la sua origine. «Mister David mi fece vedere una stanza tutta tappezzata di cartografie antiche: “This is my time box”, disse, “Questa è la mia scatola del tempo”». L’associazione con quel nome è poi nata nel 2014 con la prima mostra, guarda caso, di carte antiche, recuperate anche nei mercati inglesi: una delle prime l’ha trovata a Camden Town. «La spacciavano come carta del Veneto, ma io ho riconosciuto i toponimi: era del 1793 e parlava del golfo di Arzachena».
E poi l’esperienza del Museo più piccolo d’Italia, chiuso nel 2024 e riaperto come “Mimu” grazie alla Fondazione Demuro, le mostre fotografiche – in corso adesso, nella chiesetta di San Pietro, c’è “La società delle parole estinte” – il trekking urbano, il Museo del pane. Ma oltre che al passato di Arzachena, Mario Sotgiu guarda anche al suo futuro. «Immagino un percorso semplice, ma ricco di locali e piccole gallerie d’arte, che parta da via Ruzittu, attraversi piazza Risorgimento e arrivi fino alla chiesa di Santa Lucia. Ci sarà pure “My space”, uno spazio dove a turno gli artisti locali e non solo potranno esporre i propri lavori». Per ora, però, senza guardare lontano, l’appuntamento con la cultura è fissato per il 14 gennaio alle 16.30 alla biblioteca Manlio Brigaglia. «In tutto, gli incontri voluti dal delegato alla Pubblica istruzione Michele Occhioni, sono venti. Nel prossimo, si parlerà della storia straordinaria di Arzachena, che viene fuori poco perché siamo abbagliati dalla Costa Smeralda, ma va indietro fino al Medioevo, quando persino Porto Cervo era presente in alcune carte».
