La Nuova Sardegna

Olbia

Il braccio di ferro

Olbia, il grande business dei parcheggi: guerra per gli stalli in aeroporto

di Giandomenico Mele
Olbia, il grande business dei parcheggi: guerra per gli stalli in aeroporto

Scontro al Tar tra Comune e un privato per l’accesso a un’area

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Olbia Il grande business del presente e del futuro per Olbia è quello dei parcheggi. Stalli di sosta sempre più preziosi in ragione del boom degli affitti brevi, con turisti che per muoversi spesso noleggiano auto, visto che la città è diventata sempre più destinazione turistica, oltre che hub per gli spostamenti dei vacanzieri. E se i parcheggi costano tanto, l’assunto vale ancora di più per quelli vicini all’aeroporto, dove decollano anche le tariffe estive per un posto auto all’interno del perimetro della Geasar. Un business su cui hanno messo gli occhi tante società private e su cui, ovviamente, osserva non da spettatore disinteressato il Comune che ha nel suo braccio operativo l’Aspo, la multiutility protagonista anche nella gestione delle aree di sosta. Naturale che accada sempre più spesso, quindi, che si aprano conflitti giudiziari tra privati e pubblico sulla gestione e l’accesso alle aree di sosta più preziose.

L’ultimo in ordine di tempo ha visto contrapposti davanti al Tar di Cagliari la società M.A.G. Airport Costa Smeralda srl e il Comune di Olbia, per l’annullamento della determinazione del Comune del settembre 2024, con cui l’amministrazione respingeva in autotutela il provvedimento favorevole nella parte relativa al cancello posto alla fine di via dei Piloti, in quanto la non corretta rappresentazione contenuta negli elaborati prodotti da M.A.G. Airport Costa Smeralda Srl «avrebbe impedito la reale valutazione da parte dell’amministrazione degli interessi coinvolti». «L’intervento proposto e autorizzato insiste e incide su una proprietà del Comune di Olbia destinata a un pubblico servizio che, come tale, non tollera interferenze da parte di soggetti privati terzi – scrive il Comune – e lede il diritto dell’amministrazione comunale a mantenere la piena fruibilità dell’area destinata a parcheggio».

Nel gennaio 2024, infatti, il Suape del Comune aveva consentito alla ricorrente, proprietaria di un terreno ubicato nei pressi dell’aeroporto adibito a deposito e parcheggio di automezzi, di aprire due cancelli carrabili per l’accesso veicolare e pedonale al fondo da via dei Minatori (primo cancello) e da un’area nella quale insiste un parcheggio pubblico a pagamento, alla fine di via dei Piloti (secondo cancello), affidato in gestione alla società Aspo. Un’area a pochi metri dall’ingresso dell’aeroporto Costa Smeralda dove insistono aree di sosta di proprietà privata, aree pubbliche del Comune con stalli di sosta a pagamento dati in gestione ad Aspo e terreni privati che diventano aree di sosta con centinaia di veicoli degli autonoleggi che d’estate vengono dati ai clienti e d’inverno occupano grandi aree di sosta restando inutilizzati.

Un ginepraio di metri quadri di superficie preziosissimi a poca distanza dai parcheggi dei centri commerciali, inibiti alla sosta lunga e a disposizione esclusiva dei clienti, pena la rimozione forzata, e quelli gestiti dalla Geasar dentro le aree di sosta dello scalo e limitrofe ad esso. La società ricorrente ha chiesto al Tar l’annullamento della determinazione del Comune, che non consentendo l’apposizione dei cancelli, di fatto rendeva l’area inutilizzabile, ma ha perso nel merito, con il Tar che ha dato ragione al Comune, dal momento che l’apertura del varco comporterebbe: la costituzione di una servitù di passaggio su un bene pubblico non adibito al traffico veicolare, ma alla sola sosta dei veicoli; una limitazione della piena disponibilità dell'area parcheggio, con alterazione della sua naturale funzione; limiti alla possibilità di riorganizzazione futura degli spazi, magari dovuta alla necessità di incrementare il numero degli stalli di sosta, all’evidente fine di conservare le potenzialità economiche del bene e di poterne disporre nel modo più efficiente. Il Tar ha, quindi, dato ragione a Comune e Aspo, ma la guerra dei parcheggi è solo all’inizio.

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