Sassari, adescò una bambina su Snapchat: via al processo per l’imputato 52enne
L’uomo era riuscito a entrare in una chat tra compagni di classe di 10 anni
Sassari Si è aperto ieri mattina davanti al giudice Anna Pintore il processo a carico di un 52enne accusato di aver adescato una bambina di 10 anni su Snapchat. L’udienza è stata aggiornata al 16 febbraio per sentire i primi due testimoni dell’accusa.
L’uomo si sarebbe introdotto in una chat tra compagni di classe: a nove e dieci anni, sull’app Snapchat (utilizzata principalmente dai giovanissimi), bambini e ragazzini si inviano immagini divertenti, parlano con amici e familiari tramite testi, adesivi e, appunto, Snap (ossia foto e video). Ma, come tutti gli strumenti di comunicazione che viaggiano sui social, ha i suoi rischi e, soprattutto, le trappole degli adulti sono dietro l’angolo. Ed è quello che è accaduto alla bambina di Sassari, adescata – secondo la tesi della Procura – dal 52enne che l’ha contattata, le ha scritto messaggi dal contenuto esplicitamente pornografico prima di essere scoperto dalla mamma della vittima che lo ha denunciato. L’inchiesta è stata condotta (vista la tipologia del reato) dalla Dda di Cagliari che aveva disposto la citazione diretta a giudizio dell’imputato (di origini laziali) difeso dall’avvocato Roberto Baldi. La vicenda aveva scosso profondamente i genitori della bambina caduta in una squallida trappola. Per lei e per i suoi amichetti quella chat era un gioco. Uno spazio di interazione creativa attraverso l’utilizzo – tanto per fare un esempio – di adesivi di simpatici animali che vengono sovrapposti ai volti. E proprio da qui sarebbero partiti i primi messaggi del 52enne, da un apprezzamento all’immagine di un cane pubblicata dalla vittima. Commenti che erano diventati poi osceni e volgari. (na.co.)
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