Tempio, Addis smonta i conti di Biancareddu: «Ben 190 i milioni arrivati con i bandi»
Elezioni comunali, il sindaco risponde all’ex assessore regionale: «Realtà distorta»
Tempio Non si è fatta attendere la replica di Gianni Addis alle dichiarazioni con le quali l’ex assessore regionale ed ex sindaco di Tempio, Andrea Biancareddu, ha rivendicato la paternità di molti dei finanziamenti che la città ha ottenuto negli ultimi anni. Biancareddu aveva sciorinato un gran numero di cifre. Addis concentra, invece, i suoi calcoli su una cifra che varrebbe come la somma di tante altre: «Nel corso di questi 5 anni il Comune di Tempio ha ottenuto finanziamenti per 190 milioni di euro, di cui solo circa 15 sono riferibili all’assessorato di Biancareddu. Una cifra enorme che pone Tempio tra i Comuni sardi che più di altri hanno ricevuto finanziamenti pubblici. Solo per fare qualche esempio, Tempio ha visto i propri progetti approvati nel campo della rigenerazione urbana, del sociale, della viabilità, e tutto ciò senza l’aiuto di forze esterne, ma grazie solo all’incessante lavoro di squadra tra amministratori e struttura comunale».
Per Addis, quella di Biancareddu sarebbe «una narrazione autocelebrativa e distorta della realtà che l’ex assessore intende utilizzare come discutibile e superata strategia elettorale». Secondo il sindaco, Biancareddu riterrebbe merito proprio ogni finanziamento ottenuto dalla città negli ultimi anni: «Così dicendo, forse senza rendersene conto, introduce il concetto che i finanziamenti regionali siano elargizioni che il singolo assessore fa ai Comuni a suo piacimento. Ora, tutti possono comprendere la non veridicità di tale affermazione. L’idea che un singolo amministratore possa intestarsi la paternità di ogni risorsa arrivata sul territorio è fuorviante. Le risorse si ottengono partecipando a bandi pubblici con una proposta progettuale che rispetti le regole del bando. Non si è trattato di donazioni discrezionali, né sono il frutto di qualche straordinaria capacità di un singolo esponente politico. Il pretendere di apparire come l’unico artefice di tutto questo dimostra di non possedere validi argomenti di critica all’operato di questa amministrazione e una profonda difficoltà ad accettare la realtà».
Nelle sue dichiarazioni, Biancareddu aveva citato due casi di fallimento a suo dire emblematici: il corso universitario di Scienze agroalimentari e Rinaggiu. «Il primo – risponde Addis – è stato bocciato dalla nuova giunta regionale, mentre il progetto di riqualificazione di Rinaggiu è stato ideato, creato e voluto in condivisione con l’intero consiglio comunale, compresa l’opposizione. Se sono stati posti “paletti” nella procedura, è stato per tutelare un bene pubblico di alto valore identitario, cederlo solo alle condizioni decise dal Consiglio e non svenderlo al migliore offerente». Altri due affondi del sindaco riguardano il tribunale e l’eredità lasciata da Biancareddu in dote alla città. «Vale la pena ricordare che del suo incarico da sindaco rimane l’abbandono del Comune in corso di mandato per andare a Cagliari a occuparsi di tematiche di strategica importanza per il territorio come la viabilità, l’isolamento e la sanità, temi che purtroppo rimangono irrisolti nonostante la sua permanenza in Regione per circa trent’anni».
Sul tribunale, questione tirata in ballo dall’avvocato Salvatore Deiana, candidato della lista di Biancareddu, dichiara che, sino a prova contraria, il tribunale è ancora a Tempio. Infine, un auspicio, perché «l’imminente periodo di rinnovo elettorale sia caratterizzato da un approccio costruttivo focalizzato sul bene comune e da un sereno confronto sulle idee. Per il rispetto dovuto ai cittadini, sarebbe auspicabile che tutti ci impegnassimo a promuovere un linguaggio politico costruttivo fatto di programmi, progetti e visione del futuro, abbandonando attacchi personali, recriminazioni e polemiche sterili». Sarà davvero così?
