Processo Grillo jr e amici: impugnata in appello la sentenza di condanna
I difensori chiedono che sia dichiarata la nullità del pronunciamento di primo grado
Tempio I difensori di Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Franceso Corsiglia e Vittorio Lauria hanno impugnato in Appello la sentenza di condanna di primo grado per violenza sessuale di gruppo emessa dal tribunale di Tempio, nel settembre scorso. Gli atti sono stati depositati oggi 2 febbraio. Ciro Grillo, figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo, Capitta e Lauria, sono stati condannati a 8 anni di reclusione, mentre Francesco Corsiglia a 6 anni e 6 mesi. Nei ricorsi, il collegio difensivo ribadisce le argomentazioni già trattate nel processo di primo grado, a cominciare dalla non credibilità della presunta vittima dello stupro. I legali chiedono alla corte d’appello di dichiarare la nullità della sentenza perché i giudici non avrebbero preso in considerazione le argomentazioni a favore degli imputati.
Nelle motivazioni della sentenza venivano ricostruiti i fatti sulla base del racconto della vittima, condividendo l’impianto accusatorio del procuratore Gregorio Capasso e della parte civile, rappresentata dall’avvocata Giulia Bongiorno. Per i giudici del tribunale di Tempio, ciò che accadde nella notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019 nella residenza estiva della famiglia Grillo, in Costa Smeralda, fu stupro.
Assolutamente convinti dell’innocenza dei loro assistiti, i difensori dei quattro imputati – gli avvocati Enrico Grillo, Andrea Vernazza, Gennaro Velle, Antonella Cuccureddu, Mariano Mameli, Ernesto Monteverde e Alessandro Vaccaro - avevano annunciato fin da subito, mentre si allontanavano dal tribunale di Tempio dopo la lettura della sentenza, il ricorso in appello contro una condanna definita ingiusta. «Sono state ignorate le argomentazioni della difesa», avevano detto. I legali avrebbero impugnato anche alcune ordinanze dibattimentali. (t.s.)
