L’influencer Gianluca Vacchi a processo per la mega villa in costruzione a Pantogia
Per la Procura di Tempio, l’immobile è «totalmente abusivo»
Arzachena Accusato di aver costruito una villa abusiva sulla collina di Pantogia, l’imprenditore e influencer bolognese, Gianluca Vacchi, sarà processato insieme al direttore dei lavori e al costruttore. Lo ha deciso la giudice del tribunale di Tempio Federica Lunari nell’udienza predibattimentale celebrata oggi 3 febbraio nel tribunale di Tempio. Il processo comincerà il 13 marzo. I sigilli nella villa extra lusso in costruzione a Porto Cervo erano scattati nell’estate del 2023. E il cantiere dove Vacchi stava realizzando la mega residenza da 15 milioni di euro, è tuttora sotto sequestro. Per la Procura di Tempio, l’immobile «è totalmente abusivo», così si legge nel capo d’imputazione a firma del procuratore della Repubblica, Gregorio Capasso. Dopo uno stop al processo nel luglio scorso a causa di irregolarità nella notifica degli atti, il fascicolo sul presunto abuso edilizio e paesaggistico, è ritornato di nuovo in tribunale con una citazione diretta a giudizio nei confronti del proprietario e committente dei lavori, Gianluca Vacchi, difeso dagli avvocati Gian Comita Ragnedda, Aniello Natale e Giampaolo Murrighile, del direttore dei lavori Giovanni Faggioli, difeso dagli avvocati Gian Comita Ragnedda e Cristina Mela, e del costruttore Giovanni Maria Filigheddu, assistito dall’avvocato Fabio Varone. La giudice ha respinto la richiesta di costituzione di parte civile di una delle parti offese, l’associazione Earth odv per la tutela giuridica della natura e dei diritti degli animali (con sede a Roma).
Secondo gli accertamenti svolti dalla Forestale «la villa ricade su un’area a rischio idrogeologico e a rischio frana a pericolosità elevata, ed è stata costruita in assenza di autorizzazione preventiva da parte dell’Ispettorato forestale e in assenza di studio geologico». I reati contestati sono stati accertati il 21 dicembre 2022. I tre imputati sono accusati, in concorso tra loro, di abuso edilizio e paesaggistico. Il direttore dei lavori anche di false attestazioni. I difensori respingono le accuse e sostengono la regolarità di quanto realizzato. Era stato lo stesso influencer a rivelare i dettagli dell’investimento in Costa Smeralda: 1200 metri quadrati più mille di terrazze in costruzione, un campo da padel già tracciato, una discoteca, mini appartamenti con suite, 15 camere. Intorno un panorama mozzafiato con protagoniste l’isola di Tavolara, Capo Figari e le acque cristalline del golfo del Pevero. Ma poi la mega villa dedicata alla figlia Blu Jerusalema era finita nel mirino dei magistrati galluresi.
Accogliendo le richieste del procuratore Gregorio Capasso, il gip del tribunale di Tempio aveva emesso il decreto di sequestro preventivo. Il tribunale del Riesame di Sassari, il 28 giugno 2023, aveva rigettato il ricorso dei difensori dell’imprenditore bolognese confermando il sequestro della maxi residenza. A quel punto i legali avevano presentato ricorso per Cassazione. Ma anche in quel caso la sentenza non era andata a favore di Vacchi. La Procura di Tempio nel frattempo ha chiuso le indagini confermando le ipotesi investigative e disponendo il decreto di citazione diretta a giudizio degli imputati. Oggi, a conclusione delle discussioni, i difensori hanno chiesto il proscioglimento dalle accuse per i loro assistiti, ma la giudice ha deciso di mandarli a processo. (t.s.)
