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La nuova vita all’estero di cani e gatti, altre 15 partenze dal rifugio della Lida

La nuova vita all’estero di cani e gatti, altre 15 partenze dal rifugio della Lida<br type="_moz" />

L’associazione spiega come funzionano le adozioni internazionali

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Olbia Quindici cani e gatti che lasciano il rifugio. Quindici storie di sofferenza che si chiudono per aprirne altre, lontano dalla Sardegna ma finalmente al sicuro. Le adozioni internazionali portate avanti dalla Lida, che gestisce il rifugio “I Fratelli Minori”, fanno parte di un lavoro che va avanti da anni, con continuità e responsabilità.

In un lungo post pubblicato sui social, l’associazione ha spiegato come le adozioni verso l’estero non siano improvvisate né occasionali, ma il risultato di percorsi strutturati, verificati e seguiti nel tempo. «Ogni animale affidato viene accompagnato da un iter preciso: documentazione, controlli, famiglie selezionate e collaborazioni consolidate con associazioni partner, in particolare in Germania. Un lavoro complesso che – spiegano dalla Lida – richiede tempo, competenze e un impegno costante».

Nel post l’associazione ribadisce di non voler convincere nessuno con le parole, ma con i fatti: animali che partono, famiglie monitorate, adozioni seguite passo dopo passo. E chiarisce che «le collaborazioni internazionali non rappresentano una fuga di responsabilità, ma una risposta concreta a un problema strutturale come il randagismo».

Al rifugio “I Fratelli Minori” vivono stabilmente circa 500 cani e 200 gatti, una realtà imponente portata avanti da una squadra di volontari che lavora ogni giorno senza orari, guidata dalla presidente Cosetta Pronto. Persone che seguono gli animali dalla prima emergenza fino all’adozione, condividendo anche il dolore del distacco.

Accanto a questo lavoro, la Lida ha richiamato l’attenzione sull’ennesimo episodio di violenza contro gli animali. È il caso di Anellino, il cucciolo trovato ferito all’alba da un operaio: qualcuno gli aveva stretto un anello attorno alla coda. Il piccolo è oggi seguito dal personale del rifugio e dai veterinari e le sue condizioni stanno migliorando.

Un episodio che si inserisce nel lavoro quotidiano di soccorso e cura portato avanti dall’associazione, spesso lontano dai riflettori, e che comporta anche un forte impegno economico.

Per i cani, il rifugio può contare su un contributo forfettario del Comune di Olbia, insufficiente però a coprire tutte le spese. Cure veterinarie, emergenze e gestione della struttura sono resi possibili soprattutto grazie al 5 per mille e alle donazioni dei privati. Per i gatti, invece, non esistono contributi pubblici: ogni intervento è sostenuto solo attraverso il 5 per mille e l’aiuto dei cittadini. Adozioni internazionali, soccorsi, cure, sterilizzazioni ed emergenze quotidiane: la Lida di Olbia racconta il proprio lavoro senza fare polemiche, affidando ai fatti – e alle vite salvate – il compito di parlare. (s.p.)
 

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