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Mistero nei mari della Sardegna, le navi russe si spostano a nord

di Claudio Zoccheddu
Mistero nei mari della Sardegna, le navi russe si spostano a nord

Il cargo Sparta IV e il cacciatorpediniere Severomorsk ancora davanti alle coste sarde. La flottiglia di Mosca è sorvegliata da una fregata italiana e da un aereo della Finanza

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Sassari La Sparta IV si è spostata. Il cargo russo che si porta appresso il poco raccomandabile nomignolo di “corriere della morte” stasera, giovedì 5, batteva da nord a sud la costa est dell’isola, a circa 30 miglia dal golfo di Orosei. Nella tarda serata erano almeno 27 le volte in cui il cargo aveva invertito la rotta, sempre seguito a breve distanza da altre due unità navali, il cacciatorpediniere classe Udaloy RFS Severomorsk e una piccola petroliera utilizzata come nave rifornitore. Poi, alle 19.20 la rotta è cambiata ed comparsa la destinazione: Kaliningrad, porto russo sul Baltico. Sembrava l’inizio del viaggio di ritorno, anche se forse sarebbe stato più logico un passaggio dal canale di Sardegna. Infatti la nave ha iniziato a fare avanti e indietro davanti alle coste di Siniscola. Forse il forte maestrale ha fatto cambiare idea all’equipaggio, oppure il suo incomprensibile ciondolio è stato solo spostato verso un po’ più a nord.

Secondo il sito itamilradar.com, specializzato nel tracciamento di aerei e navi militari nel mediterraneo, la permanenza della flottiglia russa è stata osservata con attenzione da un’unità della marina italiana, la fregata Virginio Fasan, e da un Atr P-72b della Finanza decollato da Pratica di Mare.

Il cargo La Sparta IV è un cargo ro-ro (roll-on/roll-off) specializzato nel trasporto di veicoli militari e munizioni, gestito dalla compagnia Oboronlogistics, controllata dal ministero della Difesa russo. Partita dalla Siria, la nave avrebbe dovuto dirigersi subito verso Gibilterra attraversando il Mediterraneo occidentale. Invece, all’improvviso ha cambiato rotta e ha iniziato a ciondolare al largo della costa orientale della Sardegna, prima tra Orosei e Tertenia, poi davanti a Siniscola. Sempre, però, in acque internazionali. Nota come “nave fantasma” per la capacità di spegnere il sistema di tracciamento durante le navigazioni, eludendo in un colpo solo il monitoraggio internazionale e le sanzioni, la Sparta IV non è un battello qualsiasi. Nel suo curriculum ci sono trasporti di sistemi d’arma e munizioni dal Mar Nero verso la Siria, oltre a passaggi documentati nel Mediterraneo orientale scortata da unità militari russe.

Le ipotesi Gli obiettivi della Sparta IV e della flottiglia che la scorta potrebbero essere almeno tre. Il primo è legato ad un possibile trasbordo di materiale sensibile verso un’altra nave o magari verso un sottomarino russo, operazione che richiederebbe un’area relativamente riparata e lontana da rotte commerciali. Il movimento a pendolo permetterebbe di attendere il punto di incontro senza destare troppi sospetti. La seconda ipotesi è invece concentrata sull’attività di intelligence marittima che può comprendere una raccolta di dati sulle rotte Nato, ma anche una mappatura dei fondali, l’intercettazione di comunicazioni o il monitoraggio delle infrastrutture sottomarine, come cavi e condotte. La Sardegna è attraversata da cavi di telecomunicazioni che collegano l’Europa al Nord Africa e al Medio Oriente, infrastrutture critiche per le comunicazioni militari e civili. La terza possibilità è la più subdola: un segnale politico, una dimostrazione di forza per ricordare alla Nato che Mosca può operare indisturbata anche vicino alle coste europee. Non a caso, la presenza di navi russe nel Mediterraneo è aumentata sensibilmente dopo l’invasione dell’Ucraina. Qualunque fosse l’obiettivo, da ieri sembrava essere stato raggiunto oppure abbandonato perché la Sparta IV aveva finalmente iniziato la lunga rotta che avrebbe dovuto riportarla a casa.

I precedenti Non è la prima volta che la Sardegna finisce al centro dell’attenzione per le attività marittime russe. Il mese scorso la nave spia Yantar è stata individuata a sud dell’isola. L’ipotesi è che fosse impegnata in operazioni di monitoraggio sottomarino. Nel febbraio del 2025, il sottomarino Krasnodar e il rimorchiatore Churov sono transitati nel canale di Sardegna sotto stretto monitoraggio della Guardia di finanza e dell’Aeronautica militare. Lo stesso mese una flottiglia di otto navi russe partite dalla Siria ha attraversato il canale di Sardegna. Nel gruppo c’erano fregate, navi da sbarco, portacontainer e petroliere. Ultima, non per importanza, il “corriere della morte” e la sua scorta.
 

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